La protesta
Troppa terra in discarica la Regione ordina nuovi lavori ai Comuni
Rilevato un quantitativo triplo rispetto a quello stabilito Castelfranco e Santa Croce si rivolgono a un consulente
Nilo Di Modica
santa croce. Nuove prescrizioni e lavori in arrivo nella vecchia discarica “Cerri”, oggi di competenza dei due comuni di Santa Croce e Castelfranco.
Il sito dismesso, dove fino alla fine degli anni Ottanta i sei comuni del Comprensorio del Cuoio hanno conferito prevalentemente scarti della lavorazione della pelle e fanghi conciari, è al centro di nuove disposizioni da parte dell’ufficio ambiente della Regione Toscana, che hanno portato i Comuni a dotarsi anche di una consulenza giuridica specializzata per ottemperare a nuove prescrizioni legate alla gestione del sito e al suo monitoraggio.
Gestita per anni dai due Comuni, che in passato vi avevano conferito in piccola parte anche i rifiuti urbani, la discarica era già stata oggetto di interventi alcuni anni fa, a seguito di direttive impartite dall’Arpat di Pisa e dalla Provincia.
Adesso i due enti di Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull’Arno si dovranno occupare di rispondere ad una nuova serie di prescrizioni, legate in particolare ai lavori effettuati in passato e ai necessari monitoraggi ambientali del sito, che si fanno più stretti e più dettagliati.
Onde evitare ristagni d’acqua e avvallamenti, infatti, negli anni passati grandi quantità di terra erano state trasportate sul sito al fine di ricostruire la colmata della discarica.
Lavori evidentemente non ultimati secondo le originarie indicazioni.
Nell’allegato tecnico si parla infatti di un quantitativo di terre trasportate nel luogo «ampiamente superiore a quelli di progetto», in particolare si tratta di 53mila metri cubi contro i 15.400 previsti, che non sarebbero state stese come dai piani.
«È pertanto necessaria la movimentazione delle terre già conferite – si legge nel documento – . Tali operazioni, come da previsione ipotizzata dai Comuni, richiede circa tre mesi».
Situazione, questa, in merito alla quale il Consorzio Aquarno, che ha da anni la responsabilità della manutenzione ordinaria (ma non dei lavori oggetto delle prescrizioni di ieri e di oggi), si è limitato per adesso a mettersi a disposizione dei Comuni.
Ulteriori prescrizioni riguardano poi lo stato della rete di gestione del percolato ed il monitoraggio ambientale delle acque sotterranee, con un’integrazione dei controlli periodici con nuovi parametri chimici che si sono resi necessari per affinare le analisi fatte in passato: «Dalle indagini effettuate da Arpat nel 2015 e nel 2021 – si legge nei documenti – emerge che le acque sotterranee presentano complessivamente caratteristiche qualitative scadenti con vari parametri in eccesso sia nei valori soglia».
Risultati che comunque, continua il referto, denotano «assenti o comunque limitati impatti dei percolati sulle acque sotterranee».
Di qui l’affidamento diretto, avvenuto in questi giorni da parte dei due Comuni competenti, per una consulenza legale in materia di tutela dell’ambiente, al fine di muoversi nell’intricato compito di rispondere alle prescrizioni.
«C’è la necessità di progettare al meglio una serie di interventi, per le quali i due Comuni si stanno dotando delle competenze tecniche necessarie – spiega il sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti – . A questo fine predisporremo tutte le interlocuzioni del caso con enti e soggetti coinvolti».
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