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Pontedera

poliambulatorio di ponte a egola 

Il direttore Branca smentisce Ciampini «Il centro medico non rischia lo stop»

Giacomo Pelfer

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san miniato. «Non è vero che il centro medico è destinato a chiudere. Da un anno abbiamo avviato un percorso di riorganizzazione e stiamo lavorando per implementare il numero di medici». A parlare è il direttore del poliambulatorio di via Giordano Bruno a Ponte a Egola, il dottor Giuseppe Branca, che interviene per smentire le preoccupazioni lanciate pochi giorni fa, sul nostro giornale, dal collega Luciano Ciampini, ex responsabile del centro medico di via Bruno, andato in pensione il 31 dicembre dopo circa due anni trascorsi in malattia, che aveva parlato di un rischio concreto di chiusura legato ai costi di gestione troppo alti per i pochi medici rimasti nella struttura.

«In realtà la vera emergenza per il centro medico c’era stata due anni fa, dopo la morte del dottor Riccardo Pertici e il pensionamento di Vanda Taddei» spiega Branca, ex medico del reparto di chirurgia vascolare dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, nominato direttore del poliambulatorio di Ponte a Egola dall’ottobre 2020.

«Adesso quella situazione è stata superata» dice, precisando che i tre medici attualmente presenti nel centro resteranno tutti a Ponte a Egola. «Oltre a me e al dottor Georges Saadè resterà anche la dottoressa Gaia Zannella che ha sostituito Ciampini: per adesso – spiega il medico – ha accettato di restare con un massimale ridotto di pazienti, ma da ottobre, una volta completato il terzo anno della scuola di specializzazione, resterà da noi con il normale massimale di 1500 pazienti previsto per i medici di base. Quindi la dottoressa Zannella rappresenta per noi un pilastro fondamentale, anche perché è una professionista seria e preparata. Inoltre stiamo lavorando per trovare anche un quarto medico, senza contare i vari specialisti che ormai sono parte integrante dei nostri ambulatori».

Una riorganizzazione che punta anche a ridurre i costi di gestione del centro, anche se Branca smentisce che esistano difficoltà economiche insormontabili. «In realtà i costi di gestione sono alti dappertutto – dice – . Nel caso specifico di Ponte a Egola ci sono situazioni da migliorare legate alla passata gestione. Da quando sono arrivato, infatti, ho cercato di creare una struttura più moderna e agile, attraverso una srl semplificata, andando a rivedere l’organizzazione che c’era prima. Ci tengo quindi a rassicurare i cittadini di Ponte a Egola, perché da un anno stiamo cercando di creare una realtà nuova. Anche rispetto alla pandemia ci siamo organizzati per le vaccinazioni, somministrando in alcuni giorni oltre 100 dosi. Penso sia stato l’esempio e la dimostrazione di ciò che vogliamo fare e di come intendiamo lavorare».

Giacomo Pelfer

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