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Donati televisore e 4 tablet al Lotti in memoria di Paola: «Col vaccino sarebbe qui»
Infermiera morta un anno fa con il Covid, l’appello del marito
Pontedera. È trascorso un anno dalla scomparsa di Paola Cavallini, a lungo infermiera all’ospedale Lotti di Pontedera, uccisa a 58 anni dal Covid il 1° gennaio 2021. Ma in chi la conosceva, nella sua dimensione privata e professionale, non si è affatto affievolito il ricordo di una persona sempre pronta a spendersi e a prodigarsi per gli altri. Una persona e un’infermiera gentile, come è stata definita, ma anche una professionista preparata e professionale.
La pandemia che ha sottratto Paola ai suoi cari «non ci ha ancora abbandonato – sottolineano i familiari – e anzi, in questi giorni, si sta riproponendo come e forse più di un anno fa».
Gli effetti sociali, su una popolazione stanca e provata, sono ancora importanti, ma quelli clinici, per chi è vaccinato, sono estremamente contenuti se confrontati con quelli di un anno fa».
«A chi è offerta l’opportunità di vaccinarsi, opportunità che sfortunatamente Paola non ha avuto, non deve sprecarla. Con il vaccino Paola sarebbe ancora con noi» è il commosso e accorato appello che il marito, Riccardo Carlotti (fratello di Emiliano, presidente dell’Ordine degli infermieri di Pisa), rivolge a quanti sono ancora dubbiosi o indecisi. Le prime vaccinazioni effettuate all’ospedale Lotti, la mattina del 1 gennaio 2021, sono state somministrate proprio nei momenti in cui Paola – che era ricoverata in terapia intensiva – veniva a mancare, due settimane dopo essere risultata positiva al Covid.
Nel suo ricordo, con quanto raccolto dalle donazioni ricevute, la famiglia ha donato all’ospedale di Pontedera quattro tablet e una tv, «che speriamo possano dare un piccolo contributo nella lotta al virus e nel rendere più lieve la degenza ai pazienti» aggiunge ancora Carlotti.
«È nel suo sacrificio e in quello di tutti i professionisti sanitari che sono venuti a mancare, sconfitti dalla lotta alla pandemia, che oggi il sistema sanitario sta costruendo la sua vittoria».
Paola Cavallini viveva a Santa Maria a Monte, era conosciuta e stimata per le sue qualità professionali, in tanti la ricordano come un’infermiera «gentile, scrupolosa e preparata»; negli ultimi anni aveva lavorato all’Ufficio relazioni con il pubblico dell’ospedale di Pontedera.
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