Sicurezza
Uno spazio dedicato ad accogliere donne vittime di violenza
pontedera. I numeri relativi alla violenza sono allucinanti. È per questo motivo che da anni il Comune di Pontedera propone iniziative per sensibilizzare e tenere alta l’attenzione. Dall’installazione di panchine rosse al coinvolgimento della commissione pari opportunità e delle associazioni del territorio, in primis Eunice. È in questo contesto che durante l’ultima seduta del consiglio comunale è stata approvata all’unanimità, con 13 voti favorevoli, la mozione presentata da Fratelli d’Italia che promette per il prossimo anno l’intensificazione dei lavori per la costituzione di uno spazio dedicato al contrasto della violenza di genere. Dalle parole ai fatti, insomma. Con la certezza di presupposti solidi da cui partire, come uno spazio già individuato e a disposizione nel quartiere della stazione, nel Palazzo Rota. «In questo periodo, nonostante l’emergenza Covid che ci ha spesso obbligato ad interrompere il percorso – spiega l’assessora Carla Cocilova – è stato aperto un tavolo di confronto sulla violenza di genere all’interno della Società della Salute in cui abbiamo delineato i bisogni e mappato la situazione esistente in Valdera. Vorremmo attuare questa iniziativa in maniera integrata, inserendoci nella rete di servizi già in essere. Penso al consultorio, alle forze dell’ordine, al pronto soccorso sociale».
L’idea è che in questo spazio le donne che hanno subito vessazioni possano trovare ascolto, aiuto e sostegno. Accompagnate da figure professionali specifiche ed evitando servizi doppioni. «Stiamo valutando le altre realtà del territorio. A Bientina, per esempio, c’è un centro di seconda accoglienza mentre su Pisa è presente la Casa della donna». I passi da fare allora sono ancora diversi ma la strada è delineata e l’ottica è quella del coinvolgimento di tutte le forze disponibili. Dalle cooperative come Arnera che gestiscono uno sportello donna alle associazioni come Eunice appunto. Tante sfaccettature ed un unico obiettivo. «Perché è necessario combattere qualsiasi impostazione culturale o sociale – chiosa Cocilova – che ponga la donna in una posizione di subalternità».
P.S.
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