Il Tirreno

Pontedera

Cinque Comuni non obbediscono alla Corte dei Conti: restano in Poteco

G.P.
Cinque Comuni non obbediscono alla Corte dei Conti: restano in Poteco

Soltanto santa maria a monte cederà le quote 

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san miniato. Il Polo Tecnologico Conciario non risponde alle finalità dei Comuni che ne fanno parte. È il parere che la Corte dei Conti ha recapitato nelle scorse settimane alle sei amministrazioni del comprensorio, contestando la partecipazione pubblica dentro una società i cui servizi, secondo l’organo di vigilanza, non sono di interesse collettivo. Da qui l’invito ad alienare le quote di partecipazione detenute dalle 6 amministrazioni.

Un invito che nei prossimi mesi porterà a un’inedita spaccatura fra i Comuni del comprensorio, con Santa Maria a Monte intenzionata a seguire le indicazioni della Corte dei Conti (avviando dunque un percorso di uscita) e gli altri cinque Comuni decisi a restare convintamente all’interno.

Ad annunciarlo il sindaco di San Miniato Simone Giglioli durante l’ultimo consiglio comunale, nel quale arrivava in discussione, insieme al bilancio di previsione, la tradizionale revisione delle partecipazioni detenute dal Comune, tra cui dal 2002 c’è appunto anche il Polo tecnologico conciario, meglio noto come Poteco.

Fin dalla sua nascita, infatti, i 6 Comuni del Valdarno (i 5 dell’area pisana più Fucecchio) detengono complessivamente il 30% di Poteco, mentre il restante 70 afferisce alla parte privata composta da Associazione Conciatori di Santa Croce, Consorzio Conciatori di Ponte a Egola, Assa e Consorzio calzaturieri. Con sede in via Sant’Andrea a Santa Croce, l’ente opera nel campo della ricerca, dell’innovazione e della formazione a servizio delle aziende del distretto.

«Proprio per l’impegno nel campo della formazione – ha detto Giglioli – riteniamo che Poteco svolga un importante servizio alla collettività e dunque all’interesse pubblico. Per questo, nella giunta del 23 dicembre, abbiamo approvato un atto di indirizzo nel quale ci assumiamo politicamente la responsabilità di questa scelta, confermando agli uffici l’intenzione di mantenere la partecipazione dentro Poteco. Santa Maria a Monte andrà in un’altra direzione, mentre tutti gli altri Comuni adotteranno il nostro stesso percorso».

«Anch’io ritengo che Poteco, così come Cuoiodepur, sia una società importante per il territorio e per il distretto, ma forse sarebbe il caso di rafforzare ulteriormente la consistenza della parte pubblica dentro queste due società», ho commentato la consigliera di Cambiamenti, Manola Guazzini, annunciando l’astensione. Contrario invece Roberto Ferraro della Lega: «Perché così si va in rotta di collisione con la Corte dei Conti, esponendo l’ente al rischio di una sanzione». «È una scelta politica che prendiamo convintamente – ha replicato il capogruppo Pd Marco Greco –. Negli ultimi tempi assistiamo troppo spesso alle invasioni di campo della magistratura».

L’argomento è già finito al centro delle polemiche anche in consiglio comunale a Fucecchio, con il sindaco Alessio Spinelli che attacca Forza Italia: «Vedere un gruppo consiliare chiedere l'uscita del nostro Comune dal Poteco, agenzia formativa accreditata dalla Regione, mi ha fatto capire che spesso si parla di sostegno alle imprese riempiendosi la bocca di frasi ad effetto ma che poi certe forze politiche, che si professano liberali, non sostengono il nostro comparto produttivo nelle reali necessità, come la formazione di operai specializzati».



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