Il Tirreno

Pontedera

Peccioli Alta Valdera
un pezzo di storia verso la rinascita 

La Fattoria Villa Saletta compra all’asta per 3,1 milioni la Tenuta di San Gervasio

Paolo Falconi
La Fattoria Villa Saletta compra all’asta per 3,1 milioni la Tenuta di San Gervasio

L’azienda della famiglia inglese Hands si aggiudica il complesso con immobili, 20 appartamenti, vigneti, terreni e cantina

4 MINUTI DI LETTURA





PALAIA. Così, con 3 milioni e 153mila euro, si portano a casa la Tenuta di San Gervasio. Poco più di un quarto di quanto ammontava l’importo all’avvio di asta, nel gennaio 2018, quando il prezzo base venne fissato a 11 milioni e 420mila euro.

L’asta, la sesta della serie, si è tenuta il 15 dicembre scorso e, passati i dieci giorni previsti per ulteriori rilanci, sembra davvero di essere giunti in fondo all’iter. Dal Tribunale non sono giunte ancora comunicazioni in merito al liquidatore Samuele Bracaloni, ma sembra che non ci saranno intralci.

Con l’offerta minima di 3 milioni e circa 150mila euro ci potrebbe essere nuova vita per il maxi complesso con immobili, una ventina di appartamenti, piscina, una cappella gentilizia, vigneti, terreni agricoli, cantine attrezzate e impianti di imbottigliamento di recente costruzione, vaste estensioni di bosco aree seminative, frutteti, oliveti, pascoli. Toccherà ai titolari della Fattoria di Villa Saletta, autori dell’offerta, offrire alla Tenuta di San Gervasio nuovi orizzonti.

Ben diversi da quelli che si sono profilati a partire da inizio 2018 e che si sono trascinati fino al 15 dicembre, dopo vari tentativi, andati sempre deserti in questi anni.

Non sarà, sembra certo, il canto del cigno per San Gervasio. La proprietà della Fattoria di Villa Saletta è interessata a mantenere la vocazione naturale e lunga almeno quattro secoli della nuova acquisizione. Proprietà della famiglia inglese Hands, attiva nel mondo della finanza e dell'hotellerie di lusso, Villa Saletta, sempre nel territorio del comune di Palaia, è un'antica fattoria di 720 ettari tra boschi, ulivi e vigne.

Oltre alla presenza di uno storico borgo trecentesco che più di una volta è stato set di film dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani, antichi casolari e ville per l'ospitalità.

La fattoria è appartenuta a quattro grandi famiglie: quella della famiglia napoletana di origini tedesche Gambacorta che si trasferì a Pisa agli inizi del XII, imparentandosi con i Castelli, e che consolidò la proprietà delle terre attorno alla fattoria nel 1300; poi quella dei Riccardi, abbiente famiglia fiorentina di banchieri della potente casa dei Medici che trasformarono Villa Saletta in una vera e propria azienda rurale nel corso del XVI e XVII secolo e da cui è stato ereditato lo stemma, raffigurante una chiave, oggi logo della cantina e delle sue etichette; infine, quella dei Castelli per arrivare, nel 2000, alla famiglia inglese Hands.

Il futuro del borgo di Villa Saletta appare ben delineato: all’orizzonte c’è la costruzione della nuova cantina e la ristrutturazione dell’antico borgo direzionale che diventerà, mantenendo intatta la sua struttura originaria e la sua bellezza architettonica, un resort di lusso con 43 appartamenti di circa 300 metri quadrati l’uno con spa, personale di servizio e chef privati. Oltre a questo ci saranno due ristoranti di alto livello di cui uno aperto anche al pubblico. Con centro di accoglienza già pensato in località Montanelli.

Con questi presupposti il futuro di San Gervasio non appare incerto e la sua storia, altrettanto antichissima e ben radicata sul territorio, può tornare a splendere dopo gli ultimi anni di difficoltà.

Famoso soprattutto per il suo castello che si trova sulla sommità del colle, a San Gervasio si sono succedute nobili famiglie nel corso del Settecento, con il castello che fu trasformato in una villa fattoria che raggiunse una piena operosità e prosperità dalla metà dell’Ottocento fino ai primi decenni del Novecento, grazie ai marchesi fiorentini Alamanni Uguccioni. La proprietà passò poi alla famiglia Montano prima della decadenza negli anni Cinquanta del secolo scorso. Quindi la tenuta e l’intero territorio aziendale passarono di mano, alla famiglia Tommasini, che avevano riportato la fattoria all’antica prosperità, concentrandosi sulla produzione di vini di qualità.

Tutto questo non è bastato per non sfociare nel concordato preventivo del 2016 che ha costretto i proprietari a cedere. Cinque anni di stallo, aste andate deserte, e ora la luce in fondo al tunnel. Una proprietà che va definendosi come una oligarchia terriera nel Palaiese, con la ex Fondazione Gaslini, la Tenuta San Michele e Usigliano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web