Sicurezza
Tempi lunghi per la bonifica e il parcheggio si allontana
Lavori in corso a Ponte a Egola per le verifiche dei terreni dell’ex distributore Il sindaco: «Arpat dovrà dire se l’area è compatibile con la destinazione d’uso»
Giacomo Pelfer
SAN MINIATO. La pulizia del sottosuolo è stata fatta: le vecchie cisterne di carburante non ci sono più e l’area è stata interrata, ma la bonifica in realtà è ancora in corso, attraverso un sistema di controlli e campionamenti periodici destinato a durare ancora a lungo. È questo che impedisce di trasformare l’ex distributore Agip di via Diaz nel piccolo parcheggio che Ponte a Egola attende da anni.
Un’area di pochi metri quadri che ormai regala ai passanti un colpo d’occhio spettrale, proprio in mezzo al paese, fra bidoni di latta e misteriosi sacchi bianchi accatastati dietro cartelli di pericolo, insieme a una “ragnatela” di tubazioni collegate a due serbatoi azzurri. Sono gli strumenti della bonifica tuttora in atto, collegati ad alcuni piezometri chiamati a verificare l’eventuale sversamento di idrocarburi nel sottosuolo e nelle acque sotterranee.
Un intervento condotto da Eni attraverso una ditta specializzata, come previsto dal piano di bonifica che la società aveva presentato all’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) dopo la chiusura del distributore.
«Il piano sta andando avanti attraverso prelievi periodici nel terreno – spiega il sindaco di San Miniato Simone Giglioli – per controllare che non ci siano sversamenti e contaminazioni».
Un’operazione destinata a durare ancora per qualche anno, anche se l’amministrazione comunale conta di poter avere il via libera da Arpat ancor prima che termini la bonifica, soprattutto in virtù della destinazione a parcheggio che il Comune di San Miniato ha previsto da tempo.
«Deve essere Arpat a dirci che l’area è compatibile con la sua destinazione – riprende il primo cittadino –. In quel caso, senza interrompere i controlli previsti dal piano di bonifica, sarebbe possibile partire con la sistemazione dell’area».
Il primo passo, in ogni caso, sarebbe comunque l’acquisto del terreno, utilizzato da Eni ma di proprietà di un privato residente fuori Comune. «Quando arriverà il via libera da Arpat – dice Giglioli – andremo in trattativa per acquisire il terreno. Non sarà comunque un investimento eccessivo considerando che l’area è destinata alla sosta».
Un’area tuttavia assolutamente strategica per il futuro della frazione, alle spalle della scuola media e proprio di fronte a bar e negozi di Ponte Egola, ma anche a metà strada fra la centrale piazza Spalletti e il bivio di via Carli da cui si accede alla nuova Coop e al mercato di piazza Guido Rossa. Da qui il progetto di realizzare un parcheggio da circa 20 posti, a servizio di tutti i cittadini che hanno bisogno di sostare per pochi minuti, magari per entrare in qualche negozio, per fare colazione al bar o per riprendere il figlio all’uscita da scuola.
«In futuro dovremo verificare se realizzare stalli gratuiti o a pagamento – aggiunge ancora il sindaco Simone Giglioli – anche se credo che le strisce blu siano la soluzione migliore per garantire una turnazione continua degli utenti. La filosofia dovrà essere la stessa adottata anche nel parcheggio di piazza Spalletti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
