Il Tirreno

Pontedera

Lana, colori e fantasia: l’albero all’uncinetto è l’orgoglio di un paese

paola silvi
Lana, colori e fantasia: l’albero all’uncinetto è l’orgoglio di un paese

Le donne di Gello hanno completato l’opera con una cornice per i selfie: «Nuove amicizie e tanta soddisfazione a costo zero con l’aiuto di tutti» 

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Come se fosse una lunga coperta realizzata dalle mani delle nonne. Ci sono voluti un paio di mesi e oltre 350 presine ma l’albero di Natale fatto all’uncinetto che spicca vicino al campino a Gello è il più originale di Pontedera. Un lavoro di comunità nel quale ogni mattonella, ogni colore, ogni trama racconta una storia.

Hanno sferruzzato e cucito pazientemente ritrovandosi una volta alla settimana e magari affinando i particolari a casa, nel tempo libero. Sono le donne della frazione, più o meno giovani, che, moderne Penelope, hanno condiviso la passione per il ricamo e la voglia di stare insieme. «L’idea è nata dalla mia amica Lucia Cantini – racconta la portavoce del gruppo Marilena Bova – che ha proposto un modo semplice per stimolare le persone, dopo i vari lockdown della pandemia, ad uscire dall’isolamento. Così abbiamo pensato ad un’attiva a costo zero che potesse coinvolgere tutti».

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Una ventina di nonne, signore e ragazze di Gello, dai 40 agli 85 anni hanno messo le ali alla creatività e lavorato interrottamente mentre gli uomini del paese costruivano la struttura interna dell’albero, con i ferri di un vecchio divano. «Non abbiamo speso niente – continua Bova –. La lana ci è stata donata dai residenti e anche per i sostegni abbiamo usato materiali di recupero. Questo albero è il segno della coesione e della vitalità del paese». A Gello abitano 500 persone ma grazie all’abete all’uncinetto «abbiamo conosciuto donne che si erano trasferite qui da oltre dieci anni e che non avevamo mai visto. Ogni quadratino è stato personalizzato con pon-pon, rifiniture, cifre e addirittura presepi. Non potevano sprecare nessun pezzetto cucito con tanto amore. Allora abbiamo tessuto una cornice e una coperta che riveste la panchina a due passi dall’albero. Le persone possono sedersi e magari farsi una foto ricordo». E poi sono arrivate le calze della Befana che spuntano su ogni palo di via delle Calende. «Abbiamo recuperato le calze dei bambini della frazione e abbiamo pensato ad una Befana impazzita, partita in anticipo, che ha disperso centinaia di doni tappezzando il quartiere».

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