Lutto
Un “supermercato” per i poveri dedicato alla storica pediatra
All’emporio solidale della Caritas intitolato alla memoria di Lelia Urti Giuntini si paga con una tessera a punti distribuita da Comune di San Miniato e punti di ascolto
San Miniato. «Il bene lascia sempre una traccia, Lelia ce l’ha insegnato». Queste le belle parole con le quali il vescovo Andrea Migliavacca ha inaugurato il nuovo emporio solidale della diocesi a San Miniato Basso, aperto nei locali parrocchiali di fronte alla Chiesa della Trasfigurazione ed intitolato alla memoria di Lelia Urti Giuntini, storica pediatra della frazione, colonna della comunità parrocchiale scomparsa nel 2010.
Di fatto, dopo l’apertura di una struttura simile nel 2020 a Santa Croce, una seconda tappa del progetto complessivo di dare un luogo dedicato alla solidarietà alimentare ad ogni vicariato della diocesi.
Cerimonia alla quale hanno partecipato Simona Della Maggiore, del gruppo diocesano che cura il progetto, il parroco don Fabrizio Orsini, il direttore della Caritas Diocesana don Armando Zappolini e delle autorità civili, fra cui il sindaco Simone Giglioli ed il presidente della Fondazione San Miniato Promozione Marzio Gabbanini. Percorso giunto solo a metà, dato che ne sorgeranno nei prossimi anni altri due, a Ponsacco e Fucecchio. In pratica uno in ogni vicariato della diocesi.
Quello inaugurato a San Miniato Basso è un vero e proprio market alimentare, con tanto di rullo e “cassa”, dove chi è in situazione accertata di disagio economico potrà fare liberamente la spesa, scegliendo i prodotti che più preferisce e pagando, anziché in denaro, attraverso una decurtazione di punti su una tesserina, che saranno distribuiti a famiglie identificate tramite Comune e punti di ascolto della diocesi.
Punto aiuto che si svilupperà anche grazie ai fondi dell’8 per mille, solidarietà collettiva che, come ha sottolineato il vescovo, «è giusto far vedere». «Bene anche l’intitolazione ad Urti – ha continuato Migliavacca rivolto ai figli della pediatra Giovanni e Paola –. Persona che evidentemente ha lasciato un segno tangibile. Guardando all’emporio la gente di San Miniato potrà dire “è una di noi”. Segno che quando è presente il bene nella comunità, esso lascia sempre una traccia».
Risposta che non lascia indifferente il comune, per «un atto» ha detto il sindaco Simone Giglioli «di assoluta importanza anche in un luogo ricco come il Comprensorio, fra le cui pieghe ci sono tante situazioni di estremo disagio che come ente conosciamo bene e che la pandemia ha decisamente accentuato».
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