Attenzione
Ora senologia diventa un mini reparto
Crescita del centro all’ospedale Lotti: nel 2021 sono stati eseguiti 250 interventi, di cui 135 per carcinoma
PONTEDERA. Festeggia il suo primo anno di autonomia il centro senologico dell’ospedale Lotti che diventa a tutti gli effetti un mini-reparto di eccellenza per la cura e la risoluzione di queste patologie. Con due posti a disposizione, uno dedicato alla degenza, l’altro al day surgery, nuove professionalità e una seduta di sala operatoria settimanale anche al presidio di Volterra contro i tempi lunghi delle liste d’attesa. Dalla prevenzione alla diagnosi. Dalle cure alla riabilitazione. Un percorso che lancia la breast unit pontederese verso l’indipendenza. E i numeri confermano la legittimità del distacco da altre realtà pisane o livornesi.
Livello internazionale
«A Pontedera – spiega Laura Roveda, direttrice del centro – i volumi di attività si sono assestati su livelli in linea con quanto richiesto dai requisiti di qualità riconosciuti a livello internazionale: nel 2021 sono stati eseguiti circa 250 interventi totali, di cui oltre 135 per carcinoma. Inoltre, al Lotti effettuiamo tutte le tipologie di interventi chirurgici, conservativi e non, e sono garantiti quelli di oncoplastica e le ricostruzioni protesiche immediate. Abbiamo anche introdotto metodiche mini-invasive che sono state presentate a congressi nazionali e internazionali e pubblicate su riviste scientifiche». Un risultato ottenuto grazie al supporto dell’associazionismo e di una squadra di specialisti esperta e all’avanguardia. «Il team chirurgo si è notevolmente rafforzato con l’ingresso di due chirurghe senologhe – sottolinea Roveda – con la consulenza del chirurgo plastico e con l’assegnazione esclusiva di due infermiere appositamente formate».
La targa
E per sigillare il traguardo raggiunto la presidente dell’associazione Non più sola, Laila Gabbrielli Carmassi ha consegnato a Roveda una targa ricordando anche il grande ruolo svolto dalle volontarie nel supportare le donne in un momento così difficile. «Sono stati anni di impegno – entra nel merito Roveda – ma sempre sostenuti dalle diverse componenti ospedaliere, dalla direzione aziendale e dalla presenza assidua e stimolante dell’associazione Non più sola che ha seguito senza sosta tutte le donne che hanno avuto bisogno di un sostegno concreto».
Volterra e futuro
Così, nell’ottica di offrire un servizio di qualità a tutta la Valdera e l’Alta Valdicecina, a Volterra è stata istituita una seduta operatoria aggiuntiva alla settimana consentendo ai chirurghi, anche durante la pandemia da Covid-19, di lavorare a pieno ritmo contenendo i tempi di attesa. Ma il futuro è ricco di altri progetti, di nuove tappe da conquistare con l’aiuto di tutti. «Nel 2022 – conclude Roveda – vorremmo ottenere la certificazione di qualità che solamente pochi centri senologici hanno in Italia. Ringrazio i medici di famiglia che, purtroppo, durante la pandemia non abbiamo potuto incontrare facilmente, cosa che ci ripromettiamo invece di fare nei prossimi mesi, tutti i collaboratori e ovviamente l’associazione».
Finanziamento di Esanastri
Donne che lavorano per altre donne. È a maggioranza femminile l’equipe dell’unità senologica dell’ospedale Lotti. Non solo la direttrice del centro Laura Roveda ma anche le due infermiere specializzate della Breast unit, Sabina Buti e Serena Turini, che hanno compiuto percorsi di formazione approfonditi e innovativi.La prima ha acquisito la tecnica di dermopigmentazione medicale per la zona areola-capezzolo delle donne che hanno subito interventi di mastectomia e ricostruzione, grazie a Esanastri, azienda di Calcinaia, che ha finanziato il corso "Un tattoo 3D per rinascere dopo un tumore al seno".
La seconda invece ha appena concluso un master di infermieristica senologica grazie alle risorse dell’associazione Non più sola. «Con orgoglio - dice Francesca Posarelli, amministratrice delegata di Esanastri - siamo accanto a Non più Sola Onlus con l’obiettivo comune di sostenere il diritto delle donne a una informazione corretta, dedicata e sicura fornendo così un appoggio concreto nel percorso di prevenzione del tumore al seno».Un sostegno che si traduce anche in una crescita di conoscenze. «La nostra azienda è specializzata nel trasferire immagini con serigrafie e stampa digitale. Visto che lavoriamo su auto, treni e altre superfici, sapere che col nostro supporto un’infermiera potrà "decorare" il seno di una donna e aiutarla a superare questa menomazione dal punto di vista psicologico, ci rende molto felici», aggiunge Posarelli. Dello stesso avviso la presidente di Non più sola, Laila Gabbrielli: «Nel percorso della Breast Unit non può mancare l’associazione che è presente durante la fase della comunicazione della diagnosi alla paziente, durante le medicazioni e le terapie oncologiche. Ogni donna attraversa vari momenti e noi siamo vicine a loro per ogni necessità».
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