Sicurezza
Dettagli e tecnologia per un tour sensoriale: ecco il presepe di Cigoli
Accesso al percorso lungo 60 metri per ammirare l’allestimento consentito a gruppi di 20 persone: «Serve buonsenso»
La parola d’ordine è non arrivare impreparati, per non rischiare di restare fuori, senza prenotazione, soprattutto nei giorni di massima affluenza. Il presepe più tecnologico della Toscana quest’anno diventa anche il più rigido nell’applicazione delle norme anti Covid.
«Una scelta obbligata e di buon senso» la definisce il dottor Andrea Ferreri, coordinatore del gruppo dei presepisti di Cigoli, ricordando che il presepe si sviluppa in un ambiente al chiuso e soprattutto privo di finestre. Da qui la decisione di far entrare un massimo di 20 persone alla volta, purché dotate di Green pass rafforzato e di una prenotazione obbligatoria da richiedere attraverso il sito della parrocchia: www.madrebimbicigoli.it.
Entrando in home, è subito visibile il link attraverso il quale si entra in un modulo di prenotazione da compilare fornendo nome, cognome e numero di telefono di tutti i partecipanti, insieme a una data di preferenza e ad una alternativa. La prenotazione può essere effettuata fino alle 17 del giorno precedente la visita. «Qualcuno ci ha detto che siamo troppo rigidi – riprende Ferreri – ma è l’unico modo per rispettare le regole. Considerando un percorso di 60 metri e un tempo di visita di circa mezz’ora, abbiamo previsto di far entrare solo 20 persone per volta, sanificando regolarmente i locali con un prodotto certificato». È così che il presepe di Cigoli prova a ripartire dopo lo stop imposto dalla pandemia. Impensabili, ovviamente, le cifre record di 30 o 35mila visitatori delle passate edizioni, anche se i presepisti di Cigoli non hanno certo rinunciato alla cura del dettaglio e alla progettazione tecnologica che negli anni hanno reso celebre lo loro Natività. Un presepe “sensoriale”, con un’ambientazione palestinese in grado di appagare prima di tutto la vista, con lo studio ricercato dei cicli del giorno e della notte, i tramonti e i cieli stellati, insieme a un percorso all’interno delle principali città e dei paesaggi della vita di Gesù, a cui si aggiungono suoni, profumi e materiali in grado di raccontare la Palestina di 2mila anni fa appagando anche l’udito, l’olfatto e addirittura il tatto.
Un’opera che ogni anno attira visitatori da ogni parte della Toscana e non solo, pronti spesso a interminabili file di attesa prima di entrare. Merito di un gruppo di presepisti che ha iniziato a lavorare dal 4 di settembre: oltre a Ferreri sono Raffaele Cifone, Mauro Fedeli, Delfo Antonelli, Gianfranco Romagnoli, Orazio Puma e Maurizio Vincenzi.
Inaugurato alla presenza del presidente della Toscana Eugenio Giani, del sindaco Simone Giglioli e del vescovo Andrea Migliavacca, il presepe sarà visitabile tutti i giorni (fino a domenica 9 gennaio) dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30. «La raccomandazione è di non arrivare impreparati – ribadisce Ferreri – : la precedenza sarà data a chi si è prenotato».
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