Gioco
Le serenate romantiche a Toiano, primo amore con il flicorno della banda
Renzo Barbieri è nato nel 1951 nel borgo ora disabitato del Palaiese. Appena può ci torna per respirare l’aria e dar sfogo ai ricordi giovanili
PALAIA. È proprio vero: il primo amore non si scorda mai! Sia esso per una donna, per una situazione, per un luogo. E così Renzo Barbieri, oggi 70enne, porta nel cuore il borgo dove è nato e che oggi ha soltanto case quasi diroccate e nessun abitante. È Toiano quel paese, dove Renzo ha abitato fino al 1978, di ritorno dal servizio militare.
Oggi torna su quel colle, confine naturale tra il verde della Valdera e il biancastro argilloso dei calanchi, e ripercorre gli anni belli e leggiadri della sua giovinezza. «In quel silenzio quasi surreale, mi ritempro. Fermo il tempo».
E con animo emozionato e con un tocco di romanticismo, porta con sé il flicorno tenore e si mette a suonare. Vere e proprie serenate al borgo, a Toiano, ricordando la gente che lo abitava, le persone che oggi non ci sono più e gli amici degli anni giovanili con i quali scorrazzava e giocava su e giù in quell’unica via che taglia il paese. «In questo periodo natalizio suono delle pastorelle, sennò faccio altre melodie. Ma ho suonato anche il “Silenzio”». Che in quel silenzio surreale è più malinconico.
Renzo abita a Parlascio, da quando si è sposato con Rossana. E con la quale ha avuto tre figli «tutti laureati; ce l’ho fatta con un solo stipendio», annota orgoglioso: Damiano lavora in banca alla “Lajatico”, Stefano è a Milano per il colosso della telefonia Vodafone, Chiara fa l’avvocato con studio a Cascina.
Lo stipendio arrivava dalla Piaggio, operaio ai forni per i trattamenti termici: «Lavoro faticoso, ma che rifarei con passione». Tant’è che per le feste di fine anno con i colleghi di allora organizza una cena che sa di “rimpatriata”. Come una rimpatriata è quella che fa a Toiano, ogniqualvolta ha tempo. «Mi rivedo anche con un coetaneo, nipote del padre della bella Elvira, Antonio: un fatto che sconquassò la vita di lì». Accadde il 5 giugno 1947, Renzo Barbieri è nato nel 1951. A Toiano fece la prima e la seconda nelle vecchie scuole, il resto delle elementari nel plesso nuovo che ebbe vita breve, visto che la gente iniziava a sfollare richiamata dalla Piaggio e dalle concerie. «La fattoria di San Michele aveva 24 poderi, tutti ben equipaggiati e funzionanti. L’industria, con la Piaggio per esempio che a quei tempi faceva una quarantina di assunzioni al giorno, contribuì al loro spopolamento. Così feci io, dopo un apprendistato in un tacchificio di Legoli e un altro a Castelfranco».
Però, il cuore è rimasto a Toiano, e al cuore non si comanda: «A Toiano e Palaia, dove ho suonato e suono nella banda del paese il flicorno tenore. Anche se questa maledetta pandemia ci penalizza». E allora corre a respirare l’aria del borgo che lo vide nascere e che ancora oggi gli sa elargire momenti di assoluta purezza e trasparenza.
Anche il sindaco di Palaia Marco Gherardini, sul suo profilo Facebook, scrive: «Ognuno di noi ha un legame profondo e unico con i luoghi della propria infanzia, con quell’angolo di territorio che nonostante il passare degli anni resta per sempre “casa”. Per Renzo questo posto speciale è quassù! Grazie Renzo, è sempre bello ascoltare i tuoi ricordi, la tua musica, e perdersi nella straordinaria bellezza di Toiano».
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