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Abbandonata dopo il parto: 48enne ora cerca la mamma

Andreas Quirici
Abbandonata dopo il parto: 48enne ora cerca la mamma

L’appello di Michela Orsi, nata all’ospedale di Fucecchio il 3 agosto 1973: «Chiedo aiuto a chi potrebbe avere informazioni su mia madre»

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FUCECCCHIO. L’appello è struggente. Ne ha scritti alcuni sui social network sperando che la potenza del web potesse aiutarla in qualche modo a reperire notizie sulla donna che l’ha partorita 48 anni fa all’ospedale di Fucecchio, salvo poi abbandonarla subito dopo e non farsi più sentire per tutto questo tempo. «Chiedo a chi ha partorito o ha lavorato in ospedale nei giorni in cui sono nata a Fucecchio – dice Michela Orsi – se, per caso, ha informazioni su mia mamma. Se ricordano qualcosa o se possono aiutarmi a imboccare una strada per ritrovarla».

La sua storia commuove. Appena nata e lasciata da sola nella stanza d’ospedale, circondata dall’amore di infermiere, ostetriche e dottori. Ma non da quello della donna che, in teoria, gliene avrebbe dovuto dare per tutta la vita. Michela è rimasta un mese in un orfanotrofio prima di trovare una nuova famiglia. Quei genitori che qualche mese prima avevano terminato le procedure per adottare un bambino. E che l’hanno accolta come fosse davvero figlia loro. Una coppia pisana, di Titignano per l’esattezza. Dov’è cresciuta frequentando le scuole del posto fino ad arrivare ai primi due anni di magistrale e spiccare poi il volo verso il mondo del lavoro. E poi verso la vita, visto che da vent’anni abita a Uliveto Terme con suo marito.

Ma sempre con un peso sul cuore che all’età di 20 anni l’ha portata a cercare tracce di colei che l’ha messa al mondo. «I miei genitori hanno atteso che avessi un’età tale da poter capire la mia storia – racconta la 48enne che lavora alla mensa universitaria di Cisanello a Pisa –. Così, a 5 anni hanno cominciato a spiegarmi cosa fosse successo quel 3 agosto 1973, quando sono nata e sono subito rimasta sola. La mia crescita è stata, tutto sommato, normale. Ma volevo capire. E così a un certo punto ho iniziato a cercare elementi da cui partire per poter rintracciare la donna che mi ha messa al mondo. Quasi trent’anni fa sono tornata all’ospedale di Fucecchio, spiegando chi fossi. Mi hanno mostrato il registro nominativi del reparto di chi ha partorito quel giorno, ma ho trovato solo un “n.n.” alla voce che, invece, avrebbe dovuto indicare il nome della mia mamma naturale».

“N.n.”, secondo la Treccani è «figlio di genitori sconosciuti». Ma nel caso di Michela c’è stato un ostacolo ulteriore. «In quel periodo – aggiunge – ho trovato anche l’ostetrica che mi ha aiutata a nascere. Proprio lei mi ha detto di lasciar perdere, che non era fattibile rintracciare quella donna».

Michela Orsi, sconsolata da quel buco nell’acqua, per un po’ ha seguito il consiglio dell’ostetrica. Ma ora sta tornando alla carica. «Evidentemente non si può nascondere ciò che si prova», dice ancora.

Per questo ha cominciato a scrivere messaggi su varie pagine Facebook. In un caso c’è stata una ragazza nata a Fucecchio proprio nel suo stesso giorno. Ma la mamma non ricorda assolutamente circostanze che possano aiutarla nella sua ricerca.

La strada è in salita. Molti criticheranno la scelta di chi l’ha abbandonata in ospedale, pur non conoscendo niente della storia. Solo Michela può esprimere un parere. «Ed è un giudizio ancora confuso – spiega la diretta interessata –. Sicuramente provo rabbia per chi mi ha lasciata dopo il parto e che non si è fatta sentire per tutto questo tempo. Ma non so davvero come mi sentirò se mai dovessi trovarmela di fronte. Per il momento continuo a cercarla, sperando nell’aiuto di qualcuno».

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