Sicurezza
In oltre mille rischiano di restare senza medico
Emergenza a Casteldelbosco dove due dottori lasceranno l’incarico a fine 2021 Raccolte 500 firme e appello del Comune all’Asl
MONTOPOLI. «Dall’Asl dovranno venire di persona a spiegare ai cittadini perché tolgono loro un servizio». Questo lo sfogo del sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi, reduce da due mesi in cui, in tutte le sedi, ha cercato insieme alla vicesindaca Linda Vanni di portare il problema dell’ambulatorio di Casteldelbosco all’attenzione dei vertici della sanità. Un allarme che il primo cittadino lancia insieme al dottor Luciano Caciagli, che presto andrà in pensione, e al giovane dottore Francesco Peyronel, che mesi fa aveva preso il posto vacante nella frazione e ora è stato di fatto messo in condizioni di rinunciare a partire dal 31 dicembre, malgrado l’ottimo rapporto instaurato con i tanti residenti. Situazione che aveva portato gli abitanti ad organizzarsi, con una raccolta firme giunta a 500 adesioni.
«Sono preoccupato – dice il primo cittadino – Il dottor Caciagli a breve andrà in pensione mentre il dottor Peyronel ha recesso il contratto. A anno nuovo oltre 2mila persone rischiano di rimanere senza assistenza. Ci hanno promesso che il dottor Caciagli sarà sostituito da un medico temporaneo, ma gli altri pazienti? Probabilmente saranno ridistribuiti tra gli altri medici, portando a 1.800 pazienti chi oggi ne segue già 1.500».
Al centro della protesta anche i tanti lacci burocratici, come il tetto ai pazienti previsto da una delibera del 5 febbraio 2020 dell’Asl Toscana Centro per i medici temporanei, che rende di fatto alcuni posti da medico di famiglia inappetibili per ragioni economiche o anche solo logistiche. Quest’ultimo è il caso del giovane dottore, costretto a lasciare perché ancora sprovvisto della specializzazione in medicina generale. «Le mie dimissioni – ha spiegato Peyronel – dipendono dal dover frequentare il corso di formazione per ricoprire l’incarico di medico a tempo indeterminato. Sarei rimasto volentieri, ma non avrei il tempo per l’ambulatorio, le lezioni e il tirocinio. Se le istituzioni non si decidono ad accelerare la formazione mancheranno sempre i medici. L’altro aspetto riguarda la nostra deontologia, che parla di libertà di scelta del medico da parte dei pazienti. I miei pazienti verranno redistribuiti in maniera arbitraria ed il sostituto di Caciagli, anch’esso temporaneo, non potrà essere scelto da altri».
Chi per un anno è stato considerato idoneo a fare un certo mestiere, di colpo non lo è più, non è agevolato a portarlo avanti in parallelo allo studio e nel percorso di specializzazione che è costretto a fare non è nemmeno previsto unriconoscimento dell’attività svolta. «Le firme – ha concluso Vanni – sono state inviate all’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini e al direttore generale dell’Usl Toscana Centro Paolo Morello Marchese. Una raccolta che abbiamo sostenuto per chiedere all’Azienda di rivedere le strategie che non permettono di aumentare il numero di pazienti, ledendo quel diritto alla libertà di scelta dei cittadini».
Nilo Di Modica
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