Sicurezza
Hotel San Miniato verso un bando per la gestione
Il Comune cerca un tecnico al quale chiedere una stima dell’immobile Il sindaco: «Tutte le opzioni sono aperte, compresa quella della vendita»
Nilo Di Modica
san miniato. Hotel San Miniato, nuovo atto. Si procede a passo svelto verso un nuovo bando per la gestione dello storico albergo sito nel antico complesso di San Martino, senza escludere l'opzione della vendita.
L'atto che dà il via alla procedura è quello con il quale il Comune apre la caccia a un tecnico per la stima dell'immobile, passaggio obbligato al fine di procedere ad un nuovo bando per la gestione che potrebbe andare a segno entro la fine del 2022. Il complesso immobiliare, di assoluto pregio, ex convento di monache agostiniane costruito intorno al 1330, poi riconvertito nel 1856 a carcere mandamentale e infine dismesso nel secolo scorso, quando fu acquisito dal Comune di San Miniato, attualmente è gestito dalla famiglia Nannetti, titolare della San Martino srl. Un pezzo importante di patrimonio rientrato pienamente nelle disponibilità del Comune, dopo la soluzione, nel 2019, dell'annoso contenzioso per il project financing stipulato tra l'ente e la San Miniato Gestioni srl, finito com'è noto con un accordo che riportava “a casa” l'edificio e vari parcheggi, sotto un pagamento in tre mega rate da parte del Comune, per un totale di oltre 7 milioni e 700mila euro. Ulteriore passo per chiudere quella vicenda, fatta di polemiche e carte bollate, che porterà però ad una nuova stima dell'immobile e a un bando tutto nuovo.
«Un passaggio obbligato – spiega il primo cittadino sanminiatese Simone Giglioli –. Con lo scioglimento del project lo stabile, che è gestito secondo i criteri di un'assegnazione che risale al 2009, torna in mano nostra e per fare una nuova assegnazione urge una stima puntuale di un bene che è di tutti». «Considerato – si legge nel bando di selezione di un perito per la stima – che l’amministrazione comunale intende valutare tutte le possibilità per la futura gestione ricettiva del complesso edilizio San Martino, fatto salvo l’auditorium nell’ex chiesa sconsacrata di San Martino avente accesso autonomo da via Battisti che si intende mantenere nella propria disponibilità per fini istituzionali». Fra le opzioni sul tavolo si leggono «valorizzazione a fini economici mediante contratto di locazione commerciale» e «alienazione a valore di mercato». In pratica, fatto salvo l'auditorium, chiesetta sconsacrata su cui si è già sicuri di voler far politica a sé, per l'hotel il Comune dichiara di tenersi aperte tutte le porte, anche una possibile vendita dell'hotel, che ad oggi consta di una reception, di 18 camere con accesso da via Aldo Moro e di altre 8 nella dependance esterna, posta sul retro, in via Battisti.
Serve sapere, in pratica, l'attuale valore di mercato di uno stabile siffatto, di origine medioevale e situato nel cuore del centro storico. «Il nodo vero, che ci preme sviluppare, è quello della valorizzazione. La perizia serve esattamente a questo – continua il sindaco –. Dopodiché ci siamo tenuti tutte le opzioni aperte, in vista di una riflessione che andrà fatta a seguire, dopo la perizia».
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