Il dolore
Identificato il pirata della strada, ma resta irreperibile
L’incidente tra chimenti e galleno, ancora gravissimi i due giovani travolti
Luca Tronchetti
fucecchio. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile hanno dato un volto e un nome al conducente dell’Opel Astra che, nella notte tra venerdì e sabato sulla provinciale Lucchese a Chimenti di Altopascio località Bocino, al confine con Galleno, ha travolto e ridotto in gravissime condizioni due giovani originari del Marocco che si trovavano sul bordo della strada e stavano aiutando l’autista del carro attrezzi a caricare la Bmw 320 di uno di loro che, dopo un fuoristrada, era finita in un fossato sotto la sede stradale.
I militari hanno impiegato tutta la giornata di ieri riuscendo, dopo una serie di confronti fotografici, a capire chi potesse essere il pirata della strada che, dopo aver capito la gravità di quanto aveva fatto, ha pensato bene di allontanarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine attraversando i campi che delimitano la carreggiata. Tra l’altro è emerso nel tremendo impatto, con la berlina che si è cappottata un paio di volte, che il pirata della strada è rimasto ferito e avrebbe perduto sangue mentre si dileguava approfittando della zona buia. L’autore del reato di lesioni gravissime e omissione di soccorso sarebbe anche lui di origini nordafricane e sarebbe conosciuto per alcuni precedenti di polizia. Al momento però i carabinieri non sono riusciti ad acciuffarlo e ritengono che si sia fatto aiutare da alcuni amici sia per scomparire dalla zona sia per trovare riparo cercando di allontanare su di sè i sospetti.
Nel frattempo restano gravissime le condizioni dei due ragazzi travolti dell’auto pirata. Uno di loro, che è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per ricomporre le fratture multiple e scomposte a una gamba, rischia la vita e anche per l’altro la prognosi è riservata. Ma il ferito più grave sarebbe morto all’istante senza il provvidenziale intervento dell’autista del carro attrezzi. Il quarantacinquenne dipendente del garage Blefari di Lucca ha avuto sangue freddo e le necessarie nozioni per praticargli il messaggio artificiale in quanto il giovane era in arresto cardiaco e senza la tecnica imparata in anni e anni di attività come volontario sulle ambulanze il sangue e quindi l’ossigeno non sarebbe arrivato agli organi vitali dell’investito che sarebbe morto prima dell’arrivo dell’ambulanza da lui stesso chiamata dopo il terribile incidente. Lui stesso, ancora sotto choc e sentito dai carabinieri come unico testimone del gravissimo incidente, è stato un miracolato. Quindici secondi prima dell’arrivo a forte velocità dell’Opel Astra, con il conducente che ha centrato in pieno i malcapitati, si trovava ai piedi dell’autogrù per effettuare le manovre necessarie a caricare sul ponte la Bmw in panne. Appena è risalito nell’abitacolo ha udito e visto il terribile schianto. Un’esperienza drammatica di cui, al momento, lui non vuol parlare anche si di fatto è stato un eroe dei nostri giorni salvando la vita a un ragazzo poco più che ventenne. Della vicenda è costantemente informato il sostituto procuratore Antonio Mariotti che potrebbe chiedere una misura restrittiva nei confronti dell’investitore.
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