Il Tirreno

Pontedera

Si allontana per aiutare un collega, licenziato sindacalista

Il lavoratore licenziato
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Il lavoratore licenziato

È un addetto ai parcheggi esterni dell'ospedale di Cisanello

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PISA. Va a supporto di un collega e viene licenziato. L’istituto di vigilanza privata Worsp ha consegnato una lettera di destituzione ad una guardia non armata addetta ai parcheggi esterni dell'ospedale di Cisanello, delegato sindacale della Filcams-Cgil, accusandolo di aver abbandonato la postazione di lavoro, lasciata per alcuni minuti per verificare le condizioni lavorative di un collega impiegato in un parcheggio limitrofo che lamentava l'assenza delle minime, dignitose, condizioni per operare. Secondo il sindacato si è trattato di un atto punitivo per la mobilitazione promossa negli scorsi mesi volta a rivendicare il miglioramento delle condizioni contrattuali.

L'azienda ha contestato al lavoratore l'abbandono del luogo di lavoro. «Si è allontanato un quarto d'ora per andare in supporto di un collega in qualità di delegato sindacale», sottolinea la Filcams-Cgil di Pisa che lo scorso giugno ha proclamato uno stato di agitazione per denunciare il comportamento della società contro i dipendenti. «Procedimenti disciplinari insensati, contestazioni verbali, minacce di denuncia, trasferimenti in altre postazioni o in altri appalti a titolo punitivo erano diventati una pratica quotidiana», accusa il sindacato. La vertenza, sfociata in un tavolo regionale di confronto ha ottenuto i primi risultati. «La mobilitazione ha costretto Worsp a regolarizzare i contratti di lavoro delle decine di dipendenti addetti alla vigilanza non armata negli appalti della sanità delle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa-Carrara – spiega Matteo Taccola della segreteria Filcams –. L’azienda ha ceduto a molte delle richieste avanzate dal nostro sindacato, tra cui un cospicuo aumento salariale derivante dalla nuova contrattazione nazionale. Purtroppo, a distanza di alcuni mesi, le relazioni sindacali sono nuovamente peggiorate, fino ad arrivare ad un atto gravissimo nei confronti del nostro giovane delegato. Il licenziamento in tronco – prosegue Taccola – è l’ennesimo atto ostile nei confronti dei lavoratori e del sindacato. Lo stesso delegato, appena dopo la sua nomina, è stato trasferito in un'altra postazione e poi ha ricevuto comunicazione di trasferimento in un altro appalto, atto contro cui ci siamo opposti costringendo l’azienda a desistere dal suo chiaro proposito di depotenziare l’attività sindacale. Il licenziamento pretestuoso è un chiaro segnale intimidatorio nei confronti dei propri dipendenti - conclude - da parte di un’azienda che evidentemente non gradisce che il personale chieda il rispetto dei propri diritti sanciti dalla normativa e dalla contrattazione collettiva».

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