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Tutto il paese di Forcoli coinvolto il 26 dicembre nella “Natività vivente”

Paolo Falconi
Tutto il paese di Forcoli coinvolto il 26 dicembre nella “Natività vivente”

L’idea è del gruppo catechisti: «Aperto a tutti». La Sacra famiglia  con bambinello vero, arriva da Santo Pietro Belvedere 

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PALAIA. Può considerarsi essere la risposta più azzeccata (forse) alla follia dei burocrati della Unione Europea che hanno avuto l’ardire di provare a bandire gli auguri di “buon Natale” per sostituirli con un più banale e anonimo “buone feste” per non turbare altre religioni.

A Forcoli, quest’anno per la prima volta, propongono la loro “Natività vivente”. Lo faranno per tutto il pomeriggio di domenica 26 dicembre, con inizio alle 15.

Il tutto nasce dal gruppo dei catechisti della località nel comune di Palaia che sono riusciti a coinvolgere tutto paese. Ci stanno lavorando sodo, per riuscire negli intenti. Che è anche una mezza scommessa, pima di tutto con se stessi. «Una mano e una fattiva collaborazione – dice Patrizia Consoloni – arriva davvero da tutti i compaesani. E dalle attività commerciali del posto».

Insomma, tutti coinvolti, anche se il giorno dopo Natale saranno una quindicina a svestire i panni della festa, lasciare in tavola il panettone, per indossare i panni in uso duemila e ventuno anni fa in Palestina, nei dintorni di Betlemme, per mettere in scena la Natività. Sarà una specie di passeggiata la loro, una processione artistica, che parte dal centro – esattamente davanti al tabernacolo del crocifisso – per salire verso la chiesa parrocchiale. La strada che porta alla Montacchita, con sosta verso la metà in un giardino rimesso a nuovo per l’occasione. E con il gruppo dei coristi a cantare i canti tipici del periodo e le musiche altrettanto tradizionali per contrappuntare l’attesa nascita di Gesù.

Che, salvo imprevisti e contrattempi dell’ultim’ora, non sarà un bambolotto ma un bambinello vero. In carne e ossa.

«Sarà un neonato di sì e no un mese di vita. E ci saranno anche i suoi genitori a impersonare Maria e Giuseppe, così da dar vita a una Sacra famiglia vera e propria. Arriva da Santo Pietro Belvedere» sottolinea ancora Patrizia Consoloni. Loro attenderanno in chiesa, insieme al parroco di Forcoli, l’indiano don Antony, l’arrivo dei figuranti e lì, non proprio in “una grotta al freddo e al gelo” ecco la nascita.

«È la prima volta quest’anno che mettiamo in scena la nostra “Natività” con la speranza che essa sia la prima volta di una lunga serie. Oltre alla collaborazione di tutti, e al patrocinio del Comune di Palaia, c’è davvero di iniziare bene. Perché chi ben incomincia è a metà dell’opera. «Vogliamo che sia, e sarà, un evento aperto a tutti. Davvero. E il fatto che Gesù Giuseppe e Maria arrivino da fuori paese è la conferma che accogliamo volentieri anche persone che non sono di Forcoli, ma che hanno voglia di prendere parte a una rappresentazione semplice ma sentita».

E a Patrizia Consoloni, nel proseguire la conversazione sull’evento, preme anche far presente che non c’è alcuna voglia e intenzione di rivaleggiare con Lari, dove il “Presepe vivente” si svolge da molti anni, e neppure con qualsiasi altra località che propone la medesima cosa. «Questa è una cosa tutta nostra, aperta a tutti, che non si pone a confronto con altri. Ognuno ha la sua prerogativa».

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