Toscana
Riscaldamento in tilt,14 gradi nelle aule. E a Pontedera scatta la didattica a distanza
La decisione della preside del liceo Montale. «Serviranno pochi giorni per tornare alla normalità»
PONTEDERA. Per una volta non è il Covid a mettersi in mezzo tra gli studenti e le lezioni in presenza ma il malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento che ha obbligato la preside del liceo Montale a introdurre da domani la didattica a distanza.
Il sistema di riscaldamento a palazzo blu in via Mattei a Pontedera ha problemi e già una settimana fa alcune classi avevano protestato per le temperature polari che si percepivano soprattutto al quinto piano dell’edificio. «La dirigente allora si è subito attivata per sollecitare i controlli da parte dei tecnici», racconta la rappresentante degli studenti, Sofie Passoni.
E in effetti gli esperti del settore sono andati in più occasioni a fare i sopralluoghi. Prove, verifiche e vari check up che però non hanno dato risultati sperati. E soprattutto immediati. Così anche i genitori si sono mossi e hanno sollecitato la preside perché si facesse carico della grana. «La situazione è agghiacciante, in tutti i sensi. Già manca il riscaldamento, già il clima è rigido, se poi devono anche essere aperte le finestre una volta ogni ora per seguire i protocolli Covid, il rischio di ammalarsi è dietro l’angolo», rincarano la dose i genitori.
La stagione ovviamente non aiuta. Complice il freddo degli ultimi giorni, la temperatura misurata nelle sezioni, una ventina, dislocate al terzo, al quarto e al quinto piano, oscilla tra i 14 e i 15 gradi. «Le ultime notizie – continua Passoni – riportano tre caldaie in cortocircuito. Non possiamo andare avanti così». E in effetti, dopo le segnalazioni degli alunni e delle famiglie, la preside Lucia Orsini ha preso una decisione. «Visto il perdurare del guasto – riporta la circolare di ieri mattina – considerate le temperature rigide di questi giorni, nell’intento di tutelare la salute degli studenti e del personale della scuola, siamo costretti, in mancanza di ulteriori spazi negli altri plessi, ad attivare la didattica a distanza fino alla risoluzione dell’emergenza».
Con una tempistica che, però, non è assolutamente chiara. «Sappiamo che l’intervento di ripristino del riscaldamento era programmato per le vacanze di Natale e che, invece, è stato anticipato a domani. Ma non abbiamo idea di quali saranno i tempi necessari – dicono alcuni docenti dell’istituto – Siamo sicuri comunque che se la preside ha concesso la didattica a distanza è perché non c’era altro modo. Di fatto siamo costretti a fare lezione con il giaccone».
E la preside, a malincuore, spiega le motivazioni della tanto temuta dad: «Ci siamo mossi tutti appena notato le difficoltà. La Provincia ha preso a cuore l’intervento ma purtroppo stiamo aspettando che arrivino dei pezzi di ricambio indispensabili per sistemare l’impianto. A questo punto non potevo lasciare i ragazzi nell’incertezza. Poi, visto che la sfortuna ci vede benissimo, non bastava il guasto, ci si sono messe anche le temperature sotto zero e la struttura di palazzo blu con tanta superficie vetrata. Gli studenti saranno in dad fino a conclusione dei lavori».
Ma per Orsini le previsioni sono buone: «Ci vorranno sicuramente pochi giorni. Nel frattempo ho cercato di tutelare la tranquillità di tutti. E non dimentichiamoci che ci sono contesti peggiori: almeno uno stabile per fare lezione ce l’abbiamo».
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