Il dolore
L’ostello per combattere l’emergenza abitativa
Oltre a pellegrini e turisti, la struttura ricettiva accoglierà persone bisognose. Il vescovo: «Entro l’estate sarà pronto il restauro anche di refettorio e facciate»
SAN MINIATO. Il seminario vescovile di San Miniato torna a vivere sotto forma di ostello, pronto ad accogliere pellegrini e visitatori in quelle che un tempo erano le celle dei seminaristi. Otto camere in tutto, collocate al primo piano dell’ala orientale del palazzo, che già da alcuni mesi hanno aperto le loro porte a turisti e pellegrini in cammino lungo la Francigena, andando così ad arricchire l’offerta di posti letto della città della Rocca. È il progetto “Le Finestre del Seminario”, voluto dalla diocesi in collaborazione con la cooperativa sociale Il Cammino, per dare un futuro nel segno dell’accoglienza a uno dei palazzi più belli del centro storico di San Miniato, celebre per i suoi affreschi che abbracciano piazza della Repubblica, ma da troppi anni in gran parte inutilizzato e spesso sconosciuto agli stessi sanminiatesi.
Non a caso, pur essendo aperto da luglio, l’ostello è stato presentato ufficialmente nei giorni scorsi, con un pomeriggio di apertura al pubblico che ha permesso di entrare anche nell’antica biblioteca e nella cappella neorinascimentale, prima di fare tappa nel vicino museo diocesano e nella torre di Matilde. «È un palazzo che rappresenta un patrimonio collettivo della nostra città» ha detto il sindaco di San Miniato Simone Giglioli, sottolineando come l’apertura dell’ostello (che si aggiunge a quello di proprietà comunale nella vicina piazza Mazzini) «rinforzerà la vocazione turistica di San Miniato, perché uno dei nostri problemi è proprio la scarsa offerta di posti letto rispetto alla domanda».
Voluto dalla diocesi, il progetto è stato possibile grazie a Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato, Crédit Agricole e privati, ottenendo tre camere singole, tre doppie, una matrimoniale, una tripla e un’area comune con cucina.
La gestione è affidata alla cooperativa sociale Il Cammino, con sede a Lavaiano, che da anni collabora con la Caritas diocesana di don Armando Zappolini, oltre a gestire già l’hotel Portavaldera e il ristorante Congusto di Peccioli. «Lavoriamo nei servizi educativi – ha detto il presidente Matteo Lami – nella comunità per tossicodipendenti, nel centro diurno per anziani come nell’aiuto agli immigrati e nell’agricoltura sociale. Questo progetto si sposa con questi valori, offrendoci anche un’occasione di inserimento lavorativo per persone in difficoltà».
«Tutti i momenti che consentono di far conoscere questa struttura e farla vivere sono un bene per la comunità», ha aggiunto il vescovo Andrea Migliavacca, ringraziando gli enti e i privati che hanno finanziato l’intervento: «Lavori che non sono ancora finiti perché c’è anche un secondo lotto per il restauro del refettorio e delle facciate che contiamo di eseguire tra la primavera e l’estate prossimi. Credo sia importante che gli edifici vivano e che lo facciano in funzione del territorio: accrescere i luoghi dell’ospitalità è un valore aggiunto che diamo alla città e ai pellegrini che verranno».
Oltre a turisti e pellegrini, nelle intenzioni della diocesi, l’ostello potrà servire in futuro anche per far fronte a particolari emergenze abitative: «Nei mesi scorsi – ha rivelato il vescovo – avevamo dato la nostra disponibilità ad accogliere nel seminario alcuni profughi afgani».
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