Attenzione
Discarica, è scontro tra sindaci: «Tarrini dica da che parte sta»
Barbafieri (Lajatico) e Bini (Terricciola) rispondono al collega di Chianni: «È il suo Comune a rompere il fronte. Lavoriamo per una soluzione condivisa»
LAJATICO. Dopo l’attacco lanciato ai sindaci di Lajatico e Terricciola da parte del loro collega di Chianni, Giacomo Tarrini, i diretti interessati rispondono. Alessio Barbafieri e Mirko Bini non le mandano a dire. Il tema è la discarica Grillaia e la sua imminente riapertura per il conferimento di amianto su cui, da mesi, ci sono polemiche a non finire. Secondo Barbafieri e Bini, Tarrini «chiarisce bene la sua intenzione di andare avanti col progetto autorizzato, ci verrebbe da dire “finalmente”, visto che a oggi non si è mai capito in che direzione volesse andare».
Il sindaco di Chianni ha parlato di personalismi, false aspettative e voltafaccia rispetto al piano alternativo ventilato dagli altri due sindaci. «Tarrini dovrebbe anche spiegare meglio perché sia Lajatico che Terricciola, che negli anni hanno sempre tenuto aperto un confronto, non hanno voluto proseguire oltre l’interlocuzione – aggiungono i sindaci di Lajatico e Terricciola –. Tarrini ci ha più volte contattato per chiederci di sottoscrivere un accordo con il gestore attuale dell’impianto in cui si garantisse un intervento maggiore dei Comuni sui controlli ambientali. A proposito di “giochetti”, Tarrini dovrebbe sapere che il controllo ambientale sulla discarica è competenza di Arpat, Asl e Regione. Il Comune non ha competenze e non dispone di strumenti tecnici per i controlli. Proporre di far parte di una commissione per il controllo ambientale e sanitario è una falsificazione strumentale. O non hai chiaro come funziona o fai parte del problema tentando di sviare l’attenzione su un binario morto».
Il problema sarebbe politico: «Il sindaco di Chianni, che per anni è si è detto contro qualsiasi conferimento di rifiuti, dica oggi con chiarezza se è d’accordo o è contrario ad un progetto che prevede un impatto molto più contenuto. O preferisce piuttosto il progetto Giusti-Vergero con 270mila metri cubi di amianto? Al momento ha tergiversato, sostenendo di ritenere auspicabile la proposta, ma allo stesso tempo, invece di contribuire al buon esito, si è limitato a screditarla affermando che la riteneva irrealizzabile perché tardiva. Ritenere che il punto di vista del Comune è secondario perché l’impianto è privato è a nostro avviso una posizione troppo comoda: l’impianto è sempre stato privato e questo non ha impedito finora ai Comuni di opporsi, incluso anche il Comune di Chianni».
Poi l’attacco di Barbafieri e Bini: «A nostro avviso, è proprio il Comune chiannerino che sta rompendo il fronte e non il contrario: abbiamo lavorato, lavoriamo e stiamo lavorando per una soluzione più condivisibile da parte di tutti; a questo si ispira il nostro “personalismo”. Se ha deciso di stare dalla parte della proprietà Giusti-Vergero, lo dica e non cerchi in altri la responsabilità».
E ancora: «Non è stato lasciato solo, come vorrebbe sostenere, ma ha semplicemente deciso di seguire strade diverse dalla ricerca di una alternativa. Il nostro atteggiamento rimane improntato alla collaborazione, peraltro dimostrata anche negli ultimi tempi: se il Comune di Chianni quest’anno non ha avuto un aumento esorbitante della tassa sui rifiuti per le famiglie è merito anche del nostro interessamento, improntato a trovare soluzioni che contenessero il problema. Le accuse di Tarrini quindi non solo sono infondate, ma anche ingenerose».
I sindaci di Lajatico e Terricciola, poi, dicono di essere in attesa «dell’esito del ricorso accolto dal Tar» e concludono con l’appello a Tarrini: «Se vuole fare squadra con gli altri Comuni, la porta è e rimarrà aperta, ma deve dire con chiarezza da che parte sta».
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