Gioco
La superstite: «Sono i miei angeli li porto tutti i giorni nel cuore»
Simona Panicucci, oggi 46enne, plaude l’iniziativa del 19 dicembre «Mi danno la forza di affrontare i momenti più difficili»
la testimone
«Loro sono i miei angeli, che mi danno la forza anche nei momenti più difficili. Sono veramente contenta di questa iniziativa». Simona Panicucci, 46 anni, è sopravvissuta alla strage nella Ciandri Pirotecnica di Morrona. «Uscii dal capannone per andare in bagno – raccontò al Tirreno nel 2015 – e una volta rientrata sentii un boato tremendo. Poi il vuoto, non ricordo più niente, solo piccoli flash. Venni sbalzata a molti metri di distanza, ricordo le voci dei soccorritori che cercavano i nostri corpi. Ho alcune ustioni sulla pelle e problemi di udito. Ogni volta che mi guardo allo specchio ripenso a quel pomeriggio, col passare degli anni ho imparato a conviverci, ma non è stato facile. Il rombo dell’elicottero che mi trasferì da Pisa al Centro grandi ustionati di Genova. Mi sembra di sentirlo ancora».
Simona, che rimase gravemente ferita, fu soccorsa dal titolare dell’azienda, Guido Vannozzi: «Venerdì – raccontò l’imprenditore – subito dopo lo scoppio, sono stato il primo ad avvicinarmi al luogo del disastro. Sapevo che nel laboratorio c’erano cinque persone. Ho visto quattro corpi. Ho cominciato a urlare per la disperazione. È stato in quel momento che Simona mi ha sentito e ha avuto la forza di gridare. Si lamentava, cercava aiuto. L’ho presa in braccio e ho spento il fuoco sui suoi vestiti usando le mani. Non c’era tempo per pensare. Per fortuna – aggiunse Vannozzi ripercorrendo quei drammatici momenti – non ho fatto azionare subito il raffreddamento dei locali. Perché Simona sarebbe morta: nel raffreddamento si libera ossigeno che avrebbe alimentato le fiamme che erano ancora sui suoi vestiti. Ho cercato tra le macerie e l’ho afferrata, poi l’ho affidata alle cure di un volontario di Terricciola». A distanza di vent’anni da quell’orrore, Simona plaude la notizia della piantumazione di quattro alberi in memoria di Ilaria, Giovanna, Fabrizio e Vasco: «È stato scelto un simbolo molto bello. Finalmente è stato trovato il modo per ricordarli. Ma io li porto tutti i giorni nel mio cuore».
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