Sicurezza
Warhol fa il pieno: oltre 2mila biglietti in due settimane
pontedera. Boom di visitatori per “Andy Warhol. Icons”, la mostra allestita al Palp fino al 20 marzo: già oltre 2mila persone hanno infatti visitato l’esposizione nei primi 15 giorni di apertura. Curata da Nicolas Ballario e Edoardo Falcioni, realizzata dal Comune di Pontedera e dalla Fondazione per la Cultura, con l’organizzazione di Piuma, in collaborazione con Art Motors e come sponsor Knauf ed Ecofor, la mostra celebra il genio di Pittsburgh, padre del movimento della Pop Art, proponendo al pubblico un articolato percorso attraverso 140 opere che dagli anni ‘60 arriva fino alla morte dell’artista, avvenuta nel 1987. Dalla serie Campbell’s Soup alle icone come Marilyn, passando per le serigrafie dedicate al mondo della moda, del cinema e della musica, fino alle polaroid, ai disegni e alla riproduzione della Factory, la mostra celebra Warhol come uomo e come artista, documentando tutte le sue trasgressioni e le ossessioni, la capacità di sperimentare con i mezzi di comunicazione e di sviluppare un nuovo linguaggio intuendo l’evoluzione della società.
«Siamo felicissimi di questo successo - dice Ballario - . Eravamo abbastanza sicuri che l’esposizione sarebbe piaciuta perché è davvero una selezione di opere eccezionali ma non pensavamo di raggiungere questi risultati». Quando le aspettative superano la realtà, insomma. «Sono convinto che aumenteremo ancora il trend».
E in effetti la mostra è presa letteralmente d’assalto nei giorni di festa, con punte di 480 presenze la domenica. Tornano le file per visitare le collezioni permanenti. Scoppia la passione per l’arte. E i numeri super incoraggianti lo confermano. «Tantissime sono le scuole che accompagnano le loro classi a vedere Warhol – continua il curatore – e, se per il momento, sono tutte della Valdera, a gennaio sono già fissate visite guidate per studenti che provengono da Roma, Genova e Milano». Ma non mancano i visitatori stranieri. «Stiamo intercettando anche il turismo di Firenze. Abbiamo visto persone tedesche e spagnole passeggiare tra le opere». Tra i pezzi provenienti dalla collezione di Eugenio Falcioni, divisi in cinque sezioni, che raccontano la personalità poliedrica del re della Pop Art. Così, sempre che la pandemia continui a rimanere sotto controllo, si prospettano bilanci positivi come nell’era pre-Covid.
Con una scommessa di un’ulteriore impennata durante le feste natalizie. «Fra l’altro – conclude Ballario – potrebbe essere davvero un’idea originale regalare un biglietto open da sfruttare proprio durante le festività». Andy Warhol dunque fra i doni da scartare sotto l’albero. Tanto più che la mostra rientra in “Natale ad Arte – Edizione 2021” con la regia di Alberto Bartalini, che si propone di portare l’arte nelle piazze, nelle strade, per annullare le distanze che separano lo spettatore dall’opera. Non solo Cracking Art, Dante ed illuminazione. Fino al 20 marzo si festeggia anche con Andy Warhol.
Paola Silvi
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