Il Tirreno

Pontedera

Uccisa dal fidanzato, la sorella di Elisa Amato: «Da quel giorno tutto è cambiato»

Uccisa dal fidanzato, la sorella di Elisa Amato: «Da quel giorno tutto è cambiato»

L'intervento durante la cerimonia di intitolazione di piazza Vittime di femminicidio il commosso

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SAN MINIATO. Si chiama ufficialmente piazza Vittime di femminicidio il parcheggio vicino al campo sportivo in via Fornace vecchia a San Miniato, l’area di sosta dove, nel 2018, venne trovato il corpo di Elisa Amato, la giovane pratese uccisa per mano dell’ex fidanzato che poi si tolse la vita.

Inaugurata ieri mattina, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza contro le donne, con una cerimonia organizzata dal Comune di San Miniato in collaborazione con la Commissione pari opportunità di San Miniato, alla presenza del sindaco Simone Giglioli dell’assessora per le pari opportunità Elisa Montanelli, della sorella di Elisa, Elena Amato, insieme ai genitori, l’assessora regionale per le pari opportunità Alessandra Nardini, il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, l’assessora alle pari opportunità del Comune di Prato Ilaria Santi, la presidente della Commissione per le pari opportunità di San Miniato, Elise Bianchi, la presidente del Cav Frida di San Miniato Elisa Forfori e la presidente del Cav di Prato Francesca Ranaldi. Presenti anche il tenente colonnello dei carabinieri di San Miniato, Gennaro Riccardi, il luogotenente Giovanni Alfieri, il colonnello dei carabinieri di Prato Francesco Zamponi, la tenente della Guardia di finanza di San Miniato Rosangela Di Lecce e la classe 3BA dell’indirizzo amministrazione e marketing dell’istituto Cattaneo.

Dopo aver scoperto il cartello della piazza e l’inaugurazione della panchina rossa su cui è stata installata una targa con la dedica a Elisa Amato e la frase “In memoria di tutte le donne morte per mano violenta di chi diceva di amarle. Perché le loro storie non affondino nel silenzio”, e aver riportato il numero anti violenza e stalking 1522, la cerimonia si è spostata al conservatorio Santa Chiara, a causa del maltempo.

«Quanto accaduto ha scosso l’opinione pubblica a livello nazionale e sconvolto la comunità sanminiatese; ancora oggi lascia una ferita aperta che non potrà mai rimarginarsi», hanno dichiarato Giglioli e Montanelli. Nardini ha sottolineato che «sono moltissime le famiglie colpite da questo dramma, troppe, come troppe sono le vite di donne spezzate. È importante che fossero tanti i soggetti presenti a questa iniziativa, perché solo insieme possiamo contrastare il drammatico fenomeno della violenza di genere, fermare questa strage».

Il sindaco di Prato ha ringraziato la famiglia Amato «per il grande coraggio che sta dimostrando e perché sono per noi un punto di riferimento».

Poi il commosso intervento di Elena Alato: «Dalla notte del 26 maggio 2018 le nostre vite si sono fermate e tutto è cambiato per sempre. Avevo un rapporto bellissimo con mia sorella e quella storia l’ho vissuta da vicino, giorno dopo giorno. La violenza non è solo qualcosa che lascia il segno, come un livido, c’è anche una violenza psicologica, invisibile agli occhi, ma altrettanto forte perché costruita con le parole. Le parole sono importanti ed era importante per me e per la mia famiglia esserci oggi, perché con le nostre parole volevamo portare una testimonianza».

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