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Pontedera

la polemica a Cascina

Scontro Bibolotti-opposizioni: «Incompatibile con la carica di presidente»

Libero Red Dolce
Scontro Bibolotti-opposizioni: «Incompatibile con la carica di presidente»

Minoranza all’attacco per il suo ruolo di avvocato con una cliente in causa con la Fondazione Sipario. La replica: «Mi sono dimessa a ottobre»

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CASCINA. Per le opposizioni la consigliera Cristina Bibolotti è incompatibile con il suo ruolo di presidente della Commissione Cultura, essendosi occupata delle questioni riguardanti la Fondazione Sipario in diversi incontri della commissione. L’incompatibilità starebbe nel ruolo di legale che Bibolotti ha svolto come avvocato di Donatella Diamanti, ex direttrice artisti della Fondazione (partecipata del Comune) con la quale è in causa.

Questo, in sintesi, il quadro delle accuse che l’opposizione lancia alla consigliera. Dal canto suo Bibolotti ritiene la sortita dei suoi avversari politici «un goffo tentativo della minoranza di imbavagliare un consigliere evidentemente scomodo». Specificando di avere rinunciato ufficialmente all’incarico di difensore di Diamanti ai primi di ottobre di quest’anno.

Argomenta la minoranza: «Durante la seduta di commissione del 20 aprile 2021, alla presenza dell’intero cda della Fondazione Sipario, abbiamo assistito ad uno spettacolo poco edificante. I toni, i contenuti e le modalità di svolgimento della commissione da parte della presidente, destarono forti perplessità poiché ci sembrò di assistere ad una commissione di inchiesta piuttosto che ad una seduta della commissione cultura».

Qualcosa per la minoranza non torna e così viene fatta una richiesta di accesso agli atti. «Con estremo stupore – ricordano i consiglieri – abbiamo scoperto che fino al 7 Ottobre 2021, la consigliera Bibolotti aveva svolto l’incarico di avvocato codifensore della dottoressa Diamanti (ex direttrice artistica della Fondazione Sipario) in una causa ai danni della Fondazione Sipario, società 100% partecipata dal Comune di Cascina».

Sul punto ribatte Bibolotti: «Non costituisce infatti causa di incompatibilità o conflitto di interessi con l’amministrazione comunale l’assistere o aver assistito, quale avvocato, un cliente contro un ente partecipato dal comune. Patrocinare in un giudizio non può mai costituire un conflitto d’interessi se non viene chiesto al consigliere di esprimere un voto su fatti connessi a tale causa: e dato che mai, durante la vigenza del mio mandato professionale, è stata discussa in consiglio o nelle commissioni (che peraltro non hanno potere deliberativo), la posizione della dottoressa Diamanti e che mai su fatti connessi a tale causa si è deliberato, emerge palese la correttezza dell’operato della sottoscritta».

Bibolotti specifica anche di essersi dimessa da quell’incarico per gli stessi motivi che oggi la minoranza le imputa. «In quella situazione svolgevo il ruolo di domiciliatario, perché la causa era seguita da un collega di Roma. Ho formalmente rinunciato dai primi di ottobre, ma avevo informato la cliente già da qualche tempo. Mi sono dimessa per ragioni di opportunità».

Per l’opposizione non sono sufficienti le ragioni. I consiglieri di centrodestra hanno aggiunto «che nel doppio ruolo di consigliere e presidente di commissione e avvocato della dottoressa Diamanti, la consigliera Bibolotti in data 30 settembre 2021, quindi prima della rinuncia all’incarico di difesa, ha partecipato all’udienza tenutasi in tribunale a Pisa nella causa Diamanti/Fondazione Sipario, udienza nella quale è stato escusso, come testimone indicato dalla parte attrice , l’attuale sindaco di Cascina Michelangelo Betti, per aver ricoperto il ruolo di presidente del cda della Fondazione».

Bibolotti spiega di essere andata in udienza su richiesta del collega romano, per formalizzare subito dopo la rinuncia.

Per la minoranza di destra si apre una contestazione politica. «La situazione necessita di un chiarimento politico urgente, al quale devono seguire conseguenze politiche chiare –concludono gli esponenti di Lega, Fdi e lista Cosentini – fno a quel momento non riteniamo di poter partecipare ai lavori della commissione cultura per evidenti ragioni di opportunità e di rispetto del ruolo istituzionale che rivestiamo». Bibolotti non si scompone. «Se la minoranza riterrà di disertare le prossime riunioni della commissione Cultura sarà per disinteresse alla materia (disinteresse verso la cultura che peraltro non è una sorpresa) e non certo per altre ragioni. L’attacco frontale e scomposto dell’opposizione costituisce unicamente una medaglia al merito».

Libero Red Dolce

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