Gioco
Il tartufo tra Mostra e sogno: diventare patrimonio Unesco In arrivo il verdetto
Oggi e domani il gran finale della kermesse sanminiatese Ottimismo per la “cerca e cavatura” nel patrimonio immateriale
eve nti e gusto
Ce la farà il tartufo – o meglio “la cerca e la cavatura del tartufo” – a diventare patrimonio immateriale dell’umanità grazie alla certificazione Unesco? Una risposta ancora non c’è, ma i segnali sono positivi. D’altronde il tartufo è un ambasciatore dell’italianità nel mondo e da anni questa candidatura balla, in attesa del verdetto dell’Unesco. Il tutto mentre oggi scatta l’ultimo fine settimana della 50ª Mostra del tartufo bianco di San Miniato.
L’ATTESA
Un primo passo in senso positivo è già stato fatto, visto che la candidatura a patrimonio immateriale è stata vagliata e accettata dai tecnici. Entro metà dicembre il Comitato Intergovernativo dell’Unesco approverà o meno l’inserimento di questa tradizione all’interno dei patrimoni immateriali dell’umanità.
«Sarebbe una grande occasione – sottolinea il presidente di Fondazione San Miniato Promozione Marzio Gabbanini – per vedere riconosciuta in tutto il mondo la particolarità di questa tradizione che nasconde una serie di buone pratiche da salvaguardare e tutelare». San Miniato fa parte dell’Associazione nazionale città del tartufo, insieme agli altri territori dove il tartufo nasce. Questa candidatura è nata con un lungo dossier iniziato nel 2013 ed approfondito negli anni successivi con interviste ai tartufai italiani, un aggiornamento nel 2016 ed ulteriori aggiunte nel 2018- 19 sotto la guida del servizio Unesco del Ministero della Cultura, grazie al lavoro delle Città del Tartufo, del Centro Studi e delle associazioni dei tartufai. Il verdetto è atteso fra il 13 e il 18 dicembre, ma le premesse sono buone. E per San Miniato, Alba, Acqualagna sarebbe un risultato da sfoggiare.
mascherina
Intanto il sindaco Simone Giglioli ha firmato un’ordinanza, che prevede (per oggi e domani) l’obbligo di indossare la mascherina anche negli spazi all’aperto, oltre agli spazi al chiuso (come gli stand e l’Officina del tartufo) nell’ultimo weekend della 50ª Mostra. Il provvedimento vale per tutti gli spazi dell’esposizione, dalle 9 alle 23, di entrambi i giorni.
L’obbligo non vale per i bambini di età inferiore ai sei anni e per coloro che hanno forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina, mentre è sempre obbligatoria per gli operatori commerciali che dovranno anche mettere a disposizione dei clienti prodotti igienizzanti per le mani, in particolare accanto ai sistemi di pagamento. La Fondazione Smp plaude all’iniziativa del primo cittadino e rinnova l’appello a fare attenzione e rispettare le norme di sicurezza, come già indicato nella cartellonistica preposta. Rimane obbligatorio il Green pass, con controlli a campione.
ULTIMO WEEKEND
Come sempre, al centro ci sarà il tartufo, ma senza perdere di vista l’arte e la cultura. Ci sarà modo di discutere del ruolo della donna nella Divina Commedia, dei Cammini Federiciani e di molto altro ancora. Saranno sette i punti di attrazione in centro, dove poter gustare il tartufo ma non solo, con eccellenze da tutt’Italia: piazza Dante, corso Garibaldi, piazza del Popolo, Loggiati di San Domenico, Loggetta del Fondo, piazza della Repubblica e piazza Duomo. Domani alle 18 in piazza Duomo la kermesse si concluderà con le premiazioni: il “Tartufo d’Oro”, da parte di Fondazione San Miniato Promozione al tartufo più grande trovato finora nell’area delle colline sanminiatesi; “Tartufissimo”, da parte della Pro Loco per il tartufo più grande esposto nei tre weekend della Mostra; Premio “Stagnazza”, il cui vincitore verrà svelato dall’Associazione Tartufai. Visto che la mostra popola il centro, per arrivare nella parte storica del paese è obbligatorio prendere la navetta (costo due euro a viaggio, complessivamente quattro per salire e scendere).
NUOVE AMBASCIATRICI
In questo weekend la Fondazione San Miniato Promozione nominerà tre nuove ambasciatrici del tartufo bianco di San Miniato: Agnese Pini, direttrice de La Nazione; Virginia Mamone, ingegnere biomedico del Dipartimento cardio-toracico-vascolare di Cisanello; Rita Forsi, già direttrice dell’Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’Informazione, presso il ministero dell’Interno.
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