Il Tirreno

Pontedera

l’inchiesta: imputato ventenne di calcinaia 

Pedofilia, chiesta perizia psichiatrica sullo studente

Pietro Barghigiani
Pedofilia, chiesta perizia psichiatrica sullo studente

Il giovane è agli arresti in casa dalla fine di luglio con l’accusa  di detenzione di materiale pedopornografico trovato in 239 file video

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calcinaia. Una perizia psichiatrica sullo studente e una consulenza sui dispositivi tecnologici sequestrati a luglio.

Sono le richieste avanzate al gup del Tribunale di Firenze dai legali dello studente 20enne ai domiciliari da quasi quattro mesi nella casa di famiglia a Calcinaia con l’accusa di detenzione e condivisione di materiale pedopornografico.

I difensori, gli avvocati Alessio Bertola e Arianna Tabarracci, per il loro assistito hanno chiesto il rito abbreviato condizionato alle due perizie.

Per quella da effettuare su telefonino e personal computer il giudice ha accolto la richiesta dei difensori, mentre si è riservato per l’incarico a uno psichiatra a cui affidare il quesito sulla capacità di intendere e volere dell’imputato.

Le parti si sono aggiornate a fine dicembre per la prosecuzione dell’udienza.

L’arresto del ventenne fu un effetto collaterale di un’inchiesta più ampia condotta dalla Procura di Firenze con la polizia postale del capoluogo regionale e quella di Pisa i cui agenti parteciparono all’arresto e al sequestro dei dispositivi in uso al giovane.

Nel blitz a casa dello studente, gli agenti trovarono 239 file video pedopornografici scaricati, secondo l’accusa, attraverso un link che rimandava a un portale di sevizio cloud-storage riferito a una società con sede in Nuova Zelanda.

Un giro del mondo della depravazione più stomachevole alimentato nei canali oscuri frequentati dai cultori della pedofilia.

Il ventenne era uno degli 88 utenti che avevano scaricato il materiale descritto dagli investigatori come cruento e disturbante con minori anche di cinque anni in pose oscene e impegnati in atti sessuali con adulti.

Tra le contestazioni mosse allo studente, esperto di informatica, non solo quella di detenere video con sesso pedofilo, ma anche di condividere i contenuti con immagini di minori in scene di sesso esplicito con adulti, di autoerotismo, con rappresentazioni di nudo anche con soggetti minori di dieci anni sessualmente abusati.

Fatti che, secondo le indagini che per mesi hanno osservato e messo sotto la lente il canale incriminato, coprono un periodo che va dal dicembre 2020 alla metà di luglio 2021.

Quando il giovane fu interrogato dal gip del Tribunale di Pisa, dopo l’arresto in flagranza di reato, la sua difesa venne impostata ribaltando l’accusa di essere un pedofilo in quella di volersi rappresentare come un cacciatore di pedofili.

«Volevo mettere insieme le prove per denunciare queste cose» disse al giudice che confermò la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Pietro Barghigiani

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