Lutto
Intanto la ciliegia punta all’Igp Richiesta all’esame del ministero
L’iter va avanti (lentamente) da anni, poi servirà l’ok dell’Europa Terreni “freddo” sul marchio larigiano: «Meglio sfruttare Terre di Pisa»
“regina” i n attesa
Mentre all’ombra del Castello nasce l’idea di un marchio del gusto, va avanti l’iter per il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta (Igp) per la ciliegia di Lari, celebrata annualmente con la Sagra nata nel 1957 (fino allo stop a causa del Covid).
Un percorso che affonda le radici addirittura al 2002 con la costituzione del “Comitato per la tutela e valorizzazione della ciliegia di Lari”, che riunisce i produttori della “regina” rossa, presente in questo territorio con 14 varietà autoctone. L’iter verso l’iscrizione nel Registro Comunitario delle Dop e Igp ha superato un primo step nel 2019, quando è arrivato l’ok della Regione Toscana: «Ora spiega il sindaco di Casciana Terme Lari, Mirko Terreni – stiamo aspettando che si esprima il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Alcuni mesi fa abbiamo mandato un’integrazione alla documentazione richiesta». Ma il percorso è ancora lungo, difficile fare previsioni sulla tempistiche: «Una volta ottenuta l’approvazione ministeriale, la pratica passerà all’esame della Commissione europea».
La proposta di Dino Martelli di realizzare un marchio identificativo delle eccellenze enogastronomiche, invece, non entusiasma il sindaco: «Se le singole attività si mettono insieme e collaborano in questa direzione, è positivo per la valorizzazione del territorio e siamo pronti anche a dare una mano. Ho dei dubbi però sulla forza reale che un’iniziativa del genere può avere al di fuori dei confini regionali: quanta riconoscibilità hanno Lari e il Castello? Credo che in questo senso ci sia già un progetto interessante ed efficace, che è “Terre di Pisa”», un brand che identifica peculiarità agroalimentari, artistiche, artigianali, storiche, naturali e l’offerta turistica d’eccellenza dell’entroterra pisano, «con la regia della Camera di commercio – aggiunge Terreni – e che coinvolge produttori, amministrazioni, strutture ricettive e della ristorazione ed eventi: credo che questo sia lo strumento giusto anche per valorizzare Lari e le sue eccellenze».
F.T.
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