Sicurezza
Il drive through di Pontedera ora è aperto tutto il pomeriggio
L’Asl decide di ampliare l’orario per i tamponi rapidi di alunni e studenti per evitare che si ripetano situazioni di ressa
PONTEDERA. Qualcosa di buono il caos dell’altra sera di genitori e alunni in fila per un tampone rapido ai bambini davanti al drive through di Pontedera lo ha generato. Da oggi, infatti, è stato deciso che la struttura dell’Asl Toscana non sarà più aperta due sole ore per test dedicati agli alunni e agli studenti, ma in pratica tutto il pomeriggio, dalle 14 alle 19.30. I 110 inattesiDel resto, le scene da far west viste in via Marco Biagi con quattro classi e almeno un centinaio di persone tra genitori e bimbi, auto parcheggiate ovunque e i carabinieri a cercare di gestire una situazione complessa, devono aver lasciato il segno tra chi gestisce i tamponi rapidi per il mondo della scuola. «Finora la media dei casi da sottoporre a tampone per quanto riguarda le scuole si aggirava tra i 10 e i 15 casi al giorno. Ma la situazione sta cambiando in maniera veloce. Lunedì gli operatori si aspettavano una quarantina di casi da analizzare - dicono dall’Asl - invece se ne sono presentati un centinaio. Ecco perché c’è stata confusione.
Tra l’altro, la maggior parte dei familiari che avevano accompagnato i bambini si sono comportati abbastanza serenamente. Solo qualcuno si è agitato».L’origine del caosIl problema è sorto dal fatto che le comunicazioni inviate dalle scuole alle famiglie prevedevano tre possibilità in cui effettuare il tampone rapido: il medico di famiglia, il pediatra oppure il drive through. Praticamente tutti hanno scelto quest’ultima opzione. In tanti sono andati di mattina al centro nell’area del Piano d’insediamento produttivo (Pip) di Pontedera, dove si trova il centro dell’Azienda sanitaria. Ma gli operatori hanno dirottato i genitori al pomeriggio dalle 18 alle 20, momento in cui il drive through era destinato ai tamponi rapidi per alunni e studenti. E qui è nato il caos.Niente farmacieL’aumento dei casi in Valdera sta creando qualche problema organizzativo, anche a causa della poca chiarezza a livello di direttive provenienti dalle istituzioni e dal mondo della sanità.
Basti pensare che per ottenere il Green pass da esibire al lavoro attraverso un tampone rapido, ci si può rivolgere alle farmacie. Ma questo non è possibile in caso di contagio in una classe: in un primo momento sembrava che i test rapidi si potessero fare anche negli ambulatori di medici di famiglia e pediatri. Invece, per ora, questa soluzione non sembra praticabile e allora occorre rivolgersi alle strutture dell’Asl come hub (nel caso di Pisa) e drive through (per Pontedera, Volterra e Pomarance).Chiamate ai nonniMa la logistica deve essere ancora affinata. Anche in previsione di un numero maggiore - rispetto a quanto accaduto negli ultimi mesi - di tamponi rapidi per alunni e studenti. E la dimostrazione arriva ancora dalle famiglie coinvolte nel caos dell’altro pomeriggio.
Dopo il primo test a cui si sono sottoposti i bambini nel giorno in cui sono stati appurati i contagi nelle classi, gli stesso ne dovranno fare un altro di controllo a cinque giorni di distanza. In questo caso, nella giornata di sabato. Ebbene, ieri le scuole hanno inviato all’Asl la lista dei nomi dei familiari da chiamare per fissare l’appuntamento. Solo che in questo elenco erano presenti i numeri di telefono di chi ha la delega per poter prendere il bimbo a scuola. E, in alcune circostanze, sono stati chiamati i genitori, ma anche i nonni. Un esempio che non crea danni, intendiamoci. Ma che la dice lunga su quanto sia necessario un miglior coordinamento tra scuole e Asl.
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