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Fino a 6mila euro a fondo perduto per le nuove attività in tre zone del comune

Nilo Di Modica
Fino a 6mila euro a fondo perduto per le nuove attività in tre zone del comune

Bando del Comune per capoluogo, Marti e quartiere stazione dove si contano almeno 30 fondi sfitti, priorità agli under 35

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MONTOPOLI. Nuove opportunità per il commercio e lotta senza quartiere ai fondi sfitti nei tre punti strategici del comune: capoluogo, Marti e quartiere stazione. Queste le aree di intervento del nuovo bando di sostegno all’apertura di nuove attività, che il Comune in questa prima tranche finanzia con 40mila euro. «Al momento sono circa 30 i fondi sfitti nelle aree di intervento che abbiamo identificato, ovvero la zona stazione ed i due centri storici – spiega l’assessore alle attività produttive Valerio Martinelli – . Contributi a fondo perduto che arrivano sino a 6 mila euro per il singolo operatore, proprietario o locatario in caso di ristrutturazioni e a 2 mila euro se semplicemente aprirà un’attività in queste tre zone, anche con fondi “già pronti”. Inoltre, le attività che aderiranno al bando non saranno abbandonate, ma in collaborazione con le associazioni di categoria e di rappresentanza di settore con cui il bando è stato concertato, saranno monitorate e assistite nella loro crescita».

Sono considerate ammissibili al bando tutte le nuove attività commerciali di vendita al dettaglio, le imprese artigiane, la vendita diretta da produttori agricoli, la somministrazione di cibo e bevande, le agenzie di viaggi e gli uffici, studi medici, sedi di rappresentanza ed anche circoli ricreativi o a vocazione sociale. Sono stati inoltre definiti alcuni criteri di priorità che avranno buon peso nello stilare la graduatoria, come le attività che producano o promuovano tipicità del territorio (artigianato, manifattura, enogastronomia), la storia del comune o siano gestiti da titolari con meno di 35 anni, inattivi o disoccupati; occhio di riguardo anche per chi si occupa di nuove tecnologie o di progetti sociali per l’inclusione di soggetti fragili. Il bando è rivolto a residenti e non e sono ammissibili anche cambi di titolarità di esercizi già esistenti.

Un bando frutto di una lunga concertazione con tutti i soggetti interessati, fra cui Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato, Confcoperative, Coldiretti e Cna, tramite anche i centri commerciali naturali. «Una misura che sposa le nostre richieste – afferma il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli – in questa fase molto delicata per la ripartenza del commercio». Operazione non “solitaria” di lotta allo sfitto. «Si tratta di un progetto organico – dice il sindaco Giovanni Capecchi –. Ne seguiranno altri, rivolti anche ai privati cittadini per incentivare la ristrutturazione del patrimonio immobiliare, anche residenziale». Il bando odierno, intanto, è già consultabile sul sito del comune e in albo: le domande dovranno pervenire entro il 15 dicembre e passeranno attraverso una procedura molto snella.

I finanziamenti riguarderanno soprattutto le ristrutturazioni e le manutenzioni ordinarie o straordinarie di immobili in proprietà o in affitto al fine di avviare nuove attività, per un massimo dell’80% dei lavori documentati e non oltre i 6mila euro. Nel caso di attività esistenti, di proprietà o in affitto, è previsto comunque un contributo fino al 70% e non oltre i 3mila euro nel caso di ampliamento del servizio. Sono infine i 2mila gli euro una tantum promessi alle nuove attività i cui titolari faranno domanda anche in assenza di ristrutturazioni. «Nel caso di immobili dati in affitto a nuove attività i contributi potranno in pratica essere anche sommati – spiega Martinelli –. Fino a 8mila euro se le due domande saranno ammesse».

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