Inchiesta Keu, incarico a un legale per far rimuovere i veleni
Il Comune di Peccioli accelera l’iter per la bonifica del terreno inquinato durante la costruzione di un maneggio
PECCIOLI. Il Comune di Peccioli accelera per arrivare alla rimozione del keu finito nel 2018 nel cantiere della società agricola I Lecci (all’insaputa dell’azienda che è estranea alla vicenda), quando era in costruzione il maneggio. Si tratta di una delle aree dove prima l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Firenze e poi le analisi dell’Arpat hanno accertato la presenza del materiale derivante dal trattamento dei fanghi della depurazione degli scarichi delle concerie. Aggregati riciclati, utilizzati come materiali di riempimento, conditi da cromo, con concentrazioni superiori ai limiti di legge, e solfati. Materiali provenienti dalla società Lerose di Pontedera, la ditta al centro dell’inchiesta della Dda di Firenze che secondo l’accusa avrebbe mescolato il keu con altre sostanze rivendendole ad aziende e clienti attivi nel settore delle costruzioni. «Quell’area deve essere bonificata. Ci siamo mossi fin da subito – spiega il sindaco Renzo Macelloni – per individuare la strada giusta anche con il supporto di un avvocato».
Proprio per «l’attività di consulenza nell’ambito del procedimento amministrativo per la rimozione o confinamento di materiali individuati come potenziale sorgente di contaminazione – si legge nella determinazione firmata del responsabile dell’Ufficio urbanistica e qualificazione urbana, Antonio Cortese – si procede all’affidamento dell’incarico all’avvocato Nicola Luigi Giorgi», per un importo lordo di 4.826 euro.
L’obiettivo dell’amministrazione comunale è arrivare in tempi rapidi a una bonifica dell’area, possibilmente evitando il ricorso all’ordinanza, strada invece scelta – con un provvedimento firmato lo scorso 27 ottobre – dal sindaco di Pisa, Michele Conti per l’area ex Vacis, dove è stato realizzato un nuovo polo commerciale. Destinatari dell’ordinanza sono la società cooperativa di produzione e lavoro “La rinascita”, società con una procedura di fallimento in corso che all’inizio del 2019 lavorò alcuni mesi alla realizzazione delle fognature nell’area dell’ex Vacis, e la Braccianti sviluppo srl, azienda di Vicopisano che ha promosso il progetto di rigenerazione urbana dell’area, fino a qualche anno fa occupata dallo scheletro di una vecchia fabbrica. Che entro la fine del mese devono presentare un elaborato tecnico dello stato dell’area e un «adeguato piano di investigazione preliminare finalizzato ad accertare lo stato delle matrici ambientali a contatto con la fonte primaria di contaminazione (terreni naturali limitrofi e acque freatiche)». L’elaborato deve contenere un’ipotesi o la definizione delle procedure per lo smaltimento dei materiali non conformi e il ripristino delle opere.
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