Il Tirreno

Pontedera

il caso marti 

Pesanti scambi di accuse sulla chiusura della scuola

Giacomo Pelfer

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montopoli. La chiusura della scuola di Marti ha infiammato il consiglio comunale di Montopoli. Un ritorno di fuoco, alimentato dalle due interrogazioni presentate da Progetto Insieme e Montopoli del Cambiamento per chiedere spiegazioni sui passaggi e sulla «carenza di programmazione» che, a detta delle minoranze, sarebbero all’origine dell’ordinanza di inagibilità firmata il 1° ottobre. Al centro della risposta del sindaco Giovanni Capecchi, però, è finita soprattutto l’interrogazione di Montopoli del Cambiamento, in cui si accusavano sindaco e assessori di aver dato informazioni inesatte ai cittadini durante l’incontro pubblico del 2 ottobre, di aver agito in questi anni «solo in balia degli eventi e sulla scorta dei bandi», e sollevando anche l’accusa di un «conflitto d’interessi potenziale» contro l’assessore alla scuola Cristina Scali, moglie dell’ingegner Augusto Bottai a cui il Comune di Montopoli aveva affidato già dal 2002 la verifica statica degli edifici comunali. «Un attacco pretestuoso, gratuito e di tipo personale» lo ha definito il primo cittadino, aggiungendo che alcuni passaggi dell’interrogazione «potrebbero essere meglio valutati da un legale». «Questa amministrazione – ha risposto – non ha mai affidato incarichi al professionista menzionato da prima della prima giunta da me presieduta. L’eccezione di cui si tratta deriva in realtà da una rimodulazione di un incarico affidato nel 2002, ben prima che io fossi persino assessore, che è stato espletato solo parzialmente con sopralluoghi e verifiche ispettive, poiché nel tempo è sopravvenuta l’emanazione di una serie di normative di legge in materia anche contrastanti tra loro. Un clima normativo in cui non vi era certezza su come operare e soprattutto in cui continuamente si modificavano i parametri di riferimento, nonché la classificazione delle zone sismiche. Non è un caso, infatti che la maggior parte delle verifiche di vulnerabilità sismica nei comuni toscani di terza categoria (in cui rientra Montopoli) siano state fatte nel quinquennio 2015-2020. È opportuno anche precisare che tutte le dichiarazioni rese dal sindaco e dagli assessori in merito a questa vicenda sono state rilasciate sulla base dei pareri, delle indicazioni e degli indirizzi dei competenti uffici comunali».

Risposte che non hanno soddisfatto per niente Silvia Squarcini, capogruppo di Montopoli del Cambiamento: «Nel 2017 era stato incaricato un ingegnere per una mera indagine visiva – ha ribattuto la consigliera il cui risultato dava lo stabile strutturalmente sicuro. L’indagine tecnica avviata solo due anni dopo sullo stesso edificio ha prodotto un esito opposto. E ci vengono a dire che non era prevedibile? È dal 2008 che esistono norme, procedure e linee guida: è inutile affermare che le norme sono cambiate di continuo, anche perché tra un cambio e l’altro c’era tutto il tempo per dar seguito alla norma». Giacomo Pelfer

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