Il Tirreno

Pontedera

In aula tanta bagarre, ma nessun voto

Nilo Di Modica

Montopoli: la maggioranza decide di astenersi in blocco rispetto allo scontro tra il dottor Tesi e il tecnico Condello

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Nilo Di Modica

montopoli. Tanta bagarre ma nessuna votazione in consiglio sullo scontro fra il dirigente dell'ufficio tecnico e presidente del Centro operativo comunale (Coc) di Protezione civile Fausto Condello e il dottor Massimo Tesi, che nella seduta di mercoledì sera ne chiedeva le dimissioni.

La discussione della mozione sul punto, durata circa un’ora, si è tenuta rigorosamente a porte chiuse, su decisione della segretaria comunale, motivata dalla necessità di dibattere sulla moralità di un dipendente pubblico dell'ente.

Uno scontro che si sarebbe dovuto concludere con una votazione segreta, ma che alla fine ha visto la maggioranza dichiarare la volontà di astenersi dal voto in blocco. Le opposizioni, compatte, hanno quindi rifiutato di proseguire nella votazione, che alla fine non si è tenuta.

A scatenare la guerra fra il dottore di San Romano e Marti e il tecnico comunale è stata la segnalazione da parte di quest’ultimo del dottor Tesi all’Ordine provinciale dei medici e alla prefettura, nel marzo 2020, per alcuni post Facebook sul profilo personale del medico; una rosa di pochi scritti, fra febbraio e aprile, in cui non si citava Condello ma si commentavano criticamente alcune delle prime misure di contenimento della pandemia, emersa proprio in quelle settimane in cui il Paese dava il via al lockdown.

Segnalazione che aveva portato anche ad un’indagine disciplinare da parte dell'Ordine provinciale, finita un anno e mezzo dopo, lo scorso agosto, con una archiviazione. Da qui la mozione di Tesi contro il tecnico.

«Altro che giustizia o solidarietà per quello che mi è stato fatto da Condello e dal sindaco – commenta il capogruppo del “Centrodestra per Montopoli” –. Nel consiglio comunale-farsa di mercoledì nemmeno un barlume di scuse per l’indegna denuncia nei miei confronti, soltanto una fredda e laconica dichiarazione di voto di astensione della maggioranza che di fatto avrebbe reso palese un voto che doveva essere segreto. Anzi, nel corso della discussione il sindaco stesso mi ha redarguito che non avrei dovuto scrivere quei post. Dopo il danno, le sofferenze, le beffe, ora anche la censura».

Di consiglio comunale «insolito e movimentato» parlano il sindaco Giovanni Capecchi e il capogruppo di maggioranza Paolo Moretti.

«Siamo meravigliati di ciò che è accaduto – hanno commentato –. Ci sono stati da parte di alcuni consiglieri di minoranza atteggiamenti e modi di fare non consoni alla sede istituzionale, con urla, schiamazzi e mancato rispetto dei tempi di risposta. A questo si aggiunge la loro insolita uscita dall'aula in occasione della votazione della mozione. Comportamenti più adatti a un dibattito da osteria che a una seduta consiliare».

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