Il Tirreno

Pontedera

Pop art, musica e moda: il mondo di Andy Wahrol in vetrina al museo Palp di Pontedera

Paola Silvi
Il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, in mezzo alle opere di Andy Wahrol
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Il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, in mezzo alle opere di Andy Wahrol

In mostra fino al 20 marzo le opere della collezione di Eugenio Falcioni: "Un rivoluzionario che ha reso gli oggetti forme d’arte per tutti"

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PONTEDERA. La sfera specchiata ruota e riflette le luci che si infrangono sulle pareti argentate. Non siamo al “Silver Factory”, la fabbrica d’argento, sulla quarantasettesima est. Ma nei bagni del Palp di Pontedera che per l’occasione riproducono lo studio dove Andy Warhol trasferì la sua attività nel 1963. Tutto parla del genio della Pop Art. Che irrompe prepotentemente, come solo lui sa fare, nonostante siano passati 35 anni dalla sua morte, a sconvolgere il Natale pontederese. Apre oggi la mostra, con oltre 140 opere, “Andy Warhol. Icons! ”.

Curioso narratore della società di massa, fotografo, illustratore, designer poliedrico come la strobosfera, Warhol, è stato capace di trasformare in arte i feticci dell’immaginario collettivo americano. Di cambiare la materia in forma che incontra il colore e si unisce alla luce. Il percorso, prodotto e organizzato da Piuma con Art Motors, sponsorizzato da Knauf e con partner Ecofor, si dipana in cinque sezioni e approfondisce i diversi aspetti del padre delle immortali icone pop. «Durante la visita – spiega Nicolas Ballario, curatore della mostra con Edoardo Falcioni – si potrà scoprire non solo il lato glamour dell’artista ma anche la solitudine che l’ha contraddistinto. È stato figlio di un minatore immigrato. È rimasto presto orfano di padre e agli esordi, quando si è trasferito a New York, condivideva un ambiente angusto insieme ad altre 20 persone. L’esposizione vuole essere una panoramica completa che spazia dalla pop art alla politica, dalla produzione musicale alla moda». Le opere, provenienti dalla collezione di Eugenio Falcioni, parlano di una personalità caleidoscopica. Le Polaroid, le serigrafie, le cover musicali, Marilyn, le Campbell’s Soup, sono il simbolo dello stravolgimento e dell’innovazione che Warhol ha saputo apportare. «Ripeteva e rielaborava le immagini di beni di consumo industriale e di icone attraverso la serializzazione. Con questa tecnica rivoluzionaria, ha reso gli oggetti forme d’arte, accessibili a tutti», aggiunge Edoardo Falcioni. Una spinta insomma alla democraticizzazione artistica che avvicina Warhol al progetto dell’amministrazione pontederese: «La mostra conferma come la cultura sia uno fra gli elementi portanti della nostra città. Di una città – sottolinea il sindaco Matteo Franconi – che guarda al futuro con lo sguardo critico e colorato dei nostri giovani. Voglio allora ringraziare davvero tutti per la realizzazione di quest’evento che ha la capacità di attrarre e coinvolgere». E l’iniziativa rientra in “Natale ad Arte – Edizione 2021” con la regia di Alberto Bartalini, che si propone di portare l’arte nelle piazze, nelle strade, per annullare le distanze che separano lo spettatore dall’opera. Non solo Cracking Art, Dante ed illuminazione. Fino al 20 marzo anche Andy Warhol (tutti i giorni dalle 10 alle 19, tranne il lunedì, biglietto 12 euro). «È un’operazione di cuore. Visitando la mostra – conclude Bartalini – si percepisce come le sezioni raccontino storie. Storie d’amore».

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