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La Diocesi è ancora in bilico ma intanto trova la “gemella” a casa del don Matteo polacco

Paolo Falconi
La Diocesi è ancora in bilico ma intanto trova la “gemella” a casa del don Matteo polacco

In visita a Volterra il vescovo di Sandomierz, set della serie televisiva Le due realtà potrebbero legarsi con un patto di pace e amicizia 

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incontri sul colle

La visita di un vescovo polacco al vescovo dimissionario per raggiunti limiti di età di Volterra può gettare nuove e inedite basi amicizia e fratellanza tra due popolazioni. L’abbraccio del vescovo di Sandomierz, Krzystof Nitkiewitz, insieme al vescovo ausiliare di Bialystok, Henryk Ciereszko, e del suo segretario don Wojciech Kania a monsignor Alberto Silvani del quale sono stati ospiti.

Monsignor Nitkiewitz era precedentemente stato impegnato nella visita “ad limina” dei vescovi polacchi a Roma dal papa. A Volterra si è recato quasi in contemporanea con la visita del sindaco della città gemella polacca di Sandomierz, Marcin Marzec che ha incontrato il sindaco Giacomo Santi, visitando il territorio. Così anche il prelato ha voluto conoscere questa famosa città gemellata di Volterra, di cui tanto parlano nella località polacca, trovandola «bellissima, oltre ogni aspettativa». I presuli polacchi hanno visitato la città, con il palazzo dei Priori, la Porta all'Arco, il teatro romano, il Museo d'arte sacra.

Dai colloqui tra Silvani, Nitkiewitz e l’ausiliare Ciereszko è nata una vera e propria sintonia, e si è parlato anche della possibilità di organizzare scambi di visite di fedeli nelle due città. Insomma, dopo il gemellaggio civile tra le due città, potrebbe nascere un gemellaggio tra le due diocesi. E in questo Volterra potrebbe ancora una volta fare da pioniera a livello toscano, con un gemellaggio internazionale nel segno della fede. Dal colle etrusco potrebbe nascere, così, il primo gemellaggio tra due diocesi cattoliche: un vero simbolo di pace e di amicizia, in un mondo sempre più teatro di scontri, dilaniato anche da steccati ideologici e politici.

Un gemellaggio internazionale nel nome di san Lino, primo papa dopo san Pietro, tra l'antica città etrusca e la città medievale, nonché sede estiva dei re di Polonia. Sandomierz è una città molto originale che in qualche modo ha dei punti in comune con Volterra. Lì, tra l’altro, viene girata da alcuni anni la versione polacca di don Matteo, Ojciec Mateusz, trasmesso su Tvp1, che può essere la Rai1 polacca. Ma la città del sud della Polonia è frequentemente scelta per set cinematografici. Sandomierz conta circa 24mila abitanti, che conserva intatta la sua struttura medievale, caratteristica assai rara in nord Europa. Si trova nella parte meridionale della Polonia a160 km a est di Cracovia, ed è meta turistica di rilievo.

Emerge, quindi, ancora una volta l'importanza della diocesi di Volterra, che riesce a essere all'avanguardia e a creare legami europei. Anche se in questi ultimi tempi si parla di essa con la spada di Damocle sulla testa con il rischio di essere soppressa o accorpata, specialmente dopo il pensionamento di mons. Silvani al 75° anno di età, il 6 settembre scorso.

A preoccupare non è tanto il tempo che passa dalle dimissioni del vescovo Silvani, all’indomani del suo 75° compleanno, per una decisione da parte del Vaticano circa la scelta della nuova guida della diocesi di Volterra (possono passare anche diversi mesi) quanto la linea instaurata da papa Bergoglio per un assottigliamento del numero delle diocesi in Italia.

Le frasi pronunciate qualche giorno fa in un’omelia sulla «vicinanza» tra il vescovo e «Dio nella preghiera» e poi con «gli altri vescovi, dove qualora ci siano discussioni, siano come fratelli», la «vicinanza con i sacerdoti» e, infine, «la vicinanza al Santo popolo di Dio al gregge» possono essere solo di effetto.

Se una diocesi viene cancellata o accorpata, si capisce bene che la “vicinanza” si allontana. E Volterra non può correre per nessun motivo questo rischio.



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