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Pontedera

il caso

Dimenticato sul bus a 4 anni, assolta l'accompagnatrice

Libero Red Dolce
Un bus in una foto d'archivio
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Un bus in una foto d'archivio

San Miniato, nel 2019 il bambino, al ritorno dal centro estivo, si era svegliato da solo sul bus e l'accompagnatrice del gruppo era finita nei guai per abbandono di minore

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SAN MINIATO. Un bimbo di 4 anni che al ritorno dal centro estivo si sveglia, da solo, sul bus; e l'accompagnatrice del gruppo, Giada Ciancaglini, che finisce nei guai per abbandono di minore dopo le indagini della polizia municipale. Due anni dopo, nel processo con rito abbreviato celebrato di fronte al gip Pietro Murano, la donna è stata assolta perché il fatto non costituisce reato.Fin dal principio della vicenda lei aveva ribadito la sua innocenza. «Non ero io la responsabile sul bus quel giorno», sottolinea sollevata dopo due anni di tempesta personale in attesa della decisione del giudice.Il bimbo, la cui famiglia è originaria di Cascina, si era addormentato senza che nessuno lo notasse al momento dell'appello. E così l'autista lo ha portato fino al rimessaggio di San Miniato, ha posteggiato il mezzo ed è andato via. Così il piccolo, rimasto da solo sul bus, quando si è svegliato è sceso dal pulmino, parcheggiato nel noleggio bus Danti. Ha camminato per almeno 150 metri e poi è stato visto sia dal padre dell'autista del bus che da altri operai di una carrozzeria. Per prima cosa chiamarono la polizia municipale.

Inizialmente pensando che quel bambino abitasse nella zona e che si fosse smarrito. Poi informarono anche i carabinieri della compagnia di San Miniato per capire se avessero ricevuto la denuncia di scomparsa di un minorenne. Ma non c'era stata nessuna segnalazione. A quel punto hanno cercato di farsi spiegare dal bimbo cosa era successo e sono riusciti a risalire alla famiglia del piccolo.La famiglia del bambino rimase fortemente scossa quando fu contattata e venne spiegato loro cosa era successo. E infatti al processo si costituirono parte civile.Dalle indagini della polizia municipale emerse che sul mezzo, a occuparsi dei bimbi erano in due. Ciancaglini, allora vicepresidente dell'associazione "Muovi" che aveva organizzato l'attività, e un altro ragazzo. Nel processo è venuto fuori che il ragazzo, che nelle precedenti dieci uscite si era occupato della conta dei bambini, non era adatto per ragioni di salute a quella mansione. E a processo finì Ciancaglini.«Io non sapevo nulla di questa situazione, eravamo totalmente all'oscuro. Allora lo dichiarò anche la presidente dell'associazione Muovi», spiega la donna rievocando quei giorni di forte pressione.Gli avvocati Luca Chiti e Antonio D'Orzi, che hanno difeso Ciancaglini, scelsero il rito abbreviato. Il pm Sisto Ristuccia ieri ha chiesto una condanna a un anno di condanna e a un risarcimento di 10mila euro. Il giudice però ha ritenuto di dovere assolvere la donna.

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