Il Tirreno

Pontedera

tribunale 

Sesso con la nipotina, zio finisce sotto processo

Pietro Barghigiani

È accusato di aver imposto atti intimi alla bimba (allora aveva 5 anni) quando un giorno rimasero da soli in casa 

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Pietro Barghigiani

MONTECATINI ValDiCecina. I fatti sono in là nel tempo. E ancora ci vorranno mesi prima di sentire i protagonisti di una storia delicata e sgradevole finita in Tribunale.

L’episodio, un abuso sessuale, lontano nel tempo, non solo non è mai stato rimosso. Ha pure contribuito ad aggravare una condizione psicologica dell’allora bambina al punto da tentare il suicidio (primavera 2019) con un coltello davanti alla mamma. E non era la prima volta.

Lei, la bimba, all’epoca dei fatti contestati non aveva neanche 5 anni. Ora ne ha 13.

Lo zio, imputato per atti sessuali aggravati, ne ha 51 (omettiamo le generalità per non rendere riconoscibile la parte offesa).

È imputato davanti al primo collegio (presidente Cipolletta, a latere Mirani e Messina) e deve rispondere di atti sessuali con minorenni aggravati. È difeso dall’avvocato Chiara Benedetti, mentre la bimba con la mamma sono assistite come parte civile dal legale Alberto Chiocchini.

Secondo l’accusa, (pubblico ministero Sisto Restuccia) sostenuta in gran parte dal racconto della ragazzina ritenuta credibile nel corso dell’incidente probatorio, lo zio sarebbe rimasto da solo con la nipotina di 5 anni dopo che la mamma gliela aveva lasciata in custodia.

A quel punto, stando alla Procura, l’uomo si sarebbe denudato inducendola a compiere un atto sessuale.

La bimba è seguita dai servizi dell’Asl e da un istituto specializzato nella cura dei disturbi del comportamento.

I suoi tormenti erano emersi in occasione di atti di autolesionismo fino al tentativo di suicidio del marzo 2019. Un malessere riconducibile, secondo gli specialisti che l’hanno in cura, anche a quell’abuso imposto dal parente.

Quando una mattina di marzo 2019 la bimba iniziò a stare male e a perdere il controllo c’era la mamma con lei in casa. Impugnando un coltello minacciò di uccidersi.

La madre riuscì a farla desistere e a chiamare i soccorsi, dall’ambulanza ai carabinieri. Una vicenda drammatica dietro la quale i gli investigatori scoprirono anche altro. O almeno uno dei motivi che avevano ridotto in quelle condizioni di vulnerabilità psichica la ragazzina: le attenzioni sessuali dello zio avvenute per l’accusa nel 2013 sempre negate dall’uomo che sostiene la non credibilità della nipote animata da fantasie e bugie. Prossima udienza a febbraio.

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