Sicurezza
«Ministro, non bastano i finanziamenti mirati»
Lettera aperta del consigliere Moschi a Franceschini «Serve un nuovo modello culturale per colmare il gap»
volterra. «Gentile ministro, la ringraziamo per la sua visita e il suo interessamento, ma Volterra serve qualcosa di più di un finanziamento mirato». Così Paolo Moschi, capogruppo della lista di opposizione “Uniti per Volterra”, in una lettera aperta a Dario Franceschini, che lo scorso 5 novembre ha visitato la città, assicurando che «a breve daremo buone notizie». Una frase che fa ben sperare nell’ottica dei finanziamenti necessari (4, 5 milioni) per completare lo scavo dell’anfiteatro romano.
«Volterra – scrive Moschi – è una città trimillenaria, un patrimonio nazionale e dell’umanità, anche senza appartenere all’Unesco. Nonostante che il nome della città etrusca sia famoso nel mondo, e nonostante le centinaia di migliaia di visitatori ogni anno, oggi conservare una città come Volterra rischia di non essere sostenibile. Un Comune sulla soglia dei 10mila abitanti, che soffre sulla propria pelle i ritardi della politica su viabilità e sanità, per quanto ancora potrà reggere sulle proprie spalle il peso di un patrimonio così ingente, che necessita di una costante quanto spesso disattesa manutenzione? Oggi chiunque amministri Volterra si pone di fronte a un bivio: sistemare il Teatro o l’Anfiteatro romano? Le mura etrusche o le mura medievali? Senza entrare in merito dei Poli museali e del rischio idraulico della zona».
Il consigliere di opposizione sottolinea che «la città possiede la più estesa cinta muraria etrusca d’Italia, la quale da anni attende restauri e messe in sicurezza. Anche le mura medievali, che ogni anno ammirano turisti di tutto il mondo, necessitano di interventi e di essere monitorati, perché il rischio di futuri cedimenti e crolli non è così lontano. Per molti anni i volterrani hanno dovuto fare a meno dello Stato, per conservare un patrimonio immenso, quello che in altre città viene costantemente curato da ingenti investimenti. Un finanziamento per l’anfiteatro è quello di cui abbiamo bisogno, meglio se spalmato su cifre annuali. Ma a noi serve qualcosa di più di un finanziamento mirato. Le recenti opportunità proposte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrebbero colmare i gap tra territori e le disuguaglianze in termini di opportunità, ma pare evidente che la direzione presa è un’altra. Questa grande opportunità economica rischia di rendere i territori ricchi ancora più ricchi, e quelli marginali sempre più marginali. Serve un nuovo modello culturale per l’Italia diffusa, unito a un turismo da ripensare. Solo così – conclude Moschi – queste antiche terre potranno tornare a guardare con fiducia al futuro».
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