Il Tirreno

Pontedera

Tutti pazzi per lo zoo colorato Pontedera il regno dei selfie

Paola Silvi
Tutti pazzi per lo zoo colorato Pontedera il regno dei selfie

In città non si parla che della variopinta arca di Noè. Il curatore Alberto Bartalini: «Così il pubblico diventa attore per un momento e non solo spettatore»

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Paola Silvi

pontedera. Un selfie con l'elefante rosso che troneggia lungo il corso Matteotti. Uno scatto rubato, passando in auto, ai conigli blu che dirigono il traffico sulla rotatoria al villaggio Piaggio. Una foto dei pinguini gialli in fila sopra la facciata della stazione. Un abbraccio coronato da un flash vicino alle rondini di piazza Belfiore. E ancora bambini che cavalcano le gigantesche chiocciole fucsia sul piazzone e in piazza Cavour. E le chiacchiere al bar, nelle vie, sui social.

È il nuovo must dei pontederesi. Che reagiscono, con curiosità e divertimento, alle nuove installazioni che preparano all'ingresso ufficiale nell'atmosfera natalizia. Tutti pazzi, o quasi, per gli animali dai colori fluo e pop, costruiti in plastica rigenerata, creati dal movimento artistico della Cracking Art. «È davvero una bella iniziativa», «un po' di colore ci voleva proprio», «danno coraggio e portano allegria», «ravvivano le piazze e si sente il calore».

Sono alcune delle considerazioni che rimbalzano attraverso le pagine dei social, negli incontri casuali in centro città, in attesa alle casse dei negozi. Il tripudio dei colori accesi, la novità, il messaggio ecologista hanno colpito nel segno. A Pontedera se ne parla. La variopinta arca di Noè stimola i commenti e i dibattiti. Accende gli animi. Perché se il fronte degli ottimisti e dei sostenitori è numeroso, ci sono anche i titubanti, gli scettici e i tradizionalisti. C'è insomma chi bypassa la meraviglia e si concentra sul significato delle installazioni. Chi non vede il nesso con il Natale, con il classico presepe. E chi crede «che ci siano cose più importanti e urgenti da realizzare».

Nell'ordine, bisognerebbe risolvere questioni come la manutenzione dei cimiteri, la cura del verde cittadino o la riqualificazione delle strade e dei marciapiedi. L'arte insomma è un simbolo universale che unisce e divide. Che coinvolge però indistintamente e democraticamente. «Che fa diventare il pubblico attore per un momento e non solo spettatore», dice il direttore artistico dell'evento Alberto Bartalini. «L'arte scende dal basamento e si mischia con la gente».

Si tratta di Natale ad Arte che, dopo settimane di preparativi, sarà inaugurato oggi pomeriggio alle 18.30, davanti a Palazzo Stefanelli. Il progetto, promosso dal Comune di Pontedera, dalla Fondazione per la Cultura Pontedera, da Fondazione Peccioliper, con il patrocinio della Regione Toscana, resterà visibile fino a marzo e prevede un percorso che si snoda su tre piani paralleli. Dalla Cracking Art appunto alla mostra dedicata ad Andy Warhol al Palp, in piazza Curtatone e Montanara, con apertura al pubblico da mercoledì 10 novembre. Uno sfavillante Natale all'insegna del pop dove le icone senza tempo dell'artista americano, esemplari del mutamento in una società di massa, non potevano mancare. I colori ovviamente sono il tratto distintivo che lega uno dei più influenti pittori del XX secolo agli animali di plastica rigenerata. Ma non finisce qui. Nell'atrio del Comune e sul terrazzino del municipio, l'omaggio è tutto per Dante, per la celebrazione della sapienza del sommo poeta, nell'anno in cui ricorre il settecentenario della sua morte. Alla chiesa del Crocifisso infine, sempre per la regia di Bartalini, è stato installato un presepe artistico, dal titolo “Ad lucem”. Verso la luce. La luce oltre il buio. E la luce è sparsa un po' ovunque in città anche grazie all'illuminazione, con tanto di sfere e stelle, che veste i cieli pontederesi.

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