Il Tirreno

Pontedera

Mezzo secolo da regina tra i fornelli Montopoli premia la cuoca Renza

Giacomo pelfer
Mezzo secolo da regina tra i fornelli Montopoli premia la cuoca Renza

L’86enne ha reso celebre la cucina dell’hotel “Quattro Gigli”. Oggi alle 16 la cerimonia 

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passione e ricette

Giacomo pelfer

Se cerchi Renza basta telefonare all’Hotel Quattro Gigli. Lei è sempre lì, anche adesso, come se nulla fosse, a preparare e a dare disposizioni, tra i fornelli e i banchi di lavoro di una cucina che da mezzo secolo è praticamente casa sua, in barba all’età e al mito noioso della pensione. «Perché in ogni famiglia c’è un input – dice –. E il nostro è sempre stato quello di lavorare». Un lavoro fatto con passione. Con lo stesso amore che fin da giovane l’ha portata dietro i fornelli, rendendo celebre e apprezzata la cucina dello storico albergo montopolese.

È per questo che l’associazione Arco di Castruccio ha deciso di assegnare il premio “Montopoli per sempre” a Renza Marmugi, 86 anni, storica cuoca dei Quattro Gigli e vedova dell’indimenticato Vinicio Puccioni, fondatore dell’hotel ristorante che dagli anni ‘60 accompagna la storia e l’identità del paese. L’appuntamento è fissato per oggi alle 16 in sala Pio XII, dove Renza riceverà un premio che ha il sapore di un riconoscimento alla carriera. Un premio «riservato a figure del territorio – spiegano dall’associazione – che abbiano saputo tener viva la testimonianza di una cultura locale da amare e salvaguardare». Una cultura da sempre legata alla ristorazione quella che ha segnato la vita di Renza, originaria di Santa Maria a Monte e figlia di un calzolaio, approdata a Montopoli durante la guerra per seguire il marito Vinicio, che già prima del conflitto aveva una mescita di fronte alla stazione di Pontedera, punto di sosta e di ristoro per i barrocciai che arrivavano allo scalo.

«Una volta arrivati a Montopoli abbiamo preso il bar qui di fronte – racconta – proprio davanti al palazzo dei Quattro Gigli che allora era la sede del municipio». Un edificio che Vinicio Puccioni decise di acquistare negli anni ‘60, non appena il Comune fu trasferito nella sede attuale. Fu così che nacque il primo bar con annesso ristorante, seguito dalle prime camere ricavate al primo piano. Da allora Renza è stata sempre la mano esperta della cucina, favorendo il successo e il buon nome dei Quattro Gigli, e continuando a lavorare nel ristorante anche dopo aver passato le redini alla figlia Fulvia Puccioni, subentrata alla guida dell’albergo nel 1990 col marito Luigi Bachini.

«La passione per la cucina, però, l’ho sempre avuta – racconta la donna – trasmessa dai nonni e da una zia che, quando ero ragazza, andavano a cucinare per i matrimoni. In pratica erano una specie di catering dell’epoca. Sono stati loro a trasmettermi la passione e il modo di cucinare». Tante le ricette pensate e preparate negli anni, ispirate alla tradizione toscana ma senza far mancare le novità. «La ricetta a cui sono più legata? – risponde – Sicuramente i maccheroncini di pane: li abbiamo sempre fatti e continuiamo a farli». Dopo tanti anni, del resto, la passione sembra ancora quella di una volta. «Non c’è verso – riprende la donna –: questo lavoro o lo fai perché ti piace oppure non lo fai. Noi abbiamo sempre lavorato sodo, ce l’abbiamo messa tutta e non ci siamo mai fermati un giorno. Adesso a 86 anni forse può bastare».

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