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Già oltre 400 firme per salvare il medico di famiglia in paese

Nilo Di Modica
Già oltre 400 firme per salvare il medico di famiglia in paese

La petizione (appoggiata dal Comune) è indirizzata all’Asl Toscana Centro: «Via il tetto degli 800 assistiti per i dottori precari o qui non verrà più nessuno»

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Montopoli. Salvare il medico a Casteldelbosco, ad ogni costo. Sono già 400 le firme raccolte in pochi giorni per la salvaguardia del presi dio medico nella frazione, dopo la notizia annunciata in occasione dell’ultima consulta, lo scorso 22 ottobre, che l’attuale dottore, il giovane supplente Francesco Peyronel, dovrà lasciare a partire dal 31 dicembre. Non solo un dispiacere per il giovane medico, che si era fatto molto amare dagli abitanti del luogo, ma anche un rischio per l’esistenza stessa dell’ambulatorio, in un luogo che per le regole dell’Asl rischia di non essere “appetibile” per chiunque volesse anche prendere il suo posto. «Non ci possiamo permettere – dice Roberto Salvadori, della consulta – che la frazione, piccolo paese ai margini del territorio comunale scarsamente servito dai trasporti pubblici, possa perdere anche l’ambulatorio, situazione tra l’altro che andrebbe a colpire soprattutto gli anziani, gli ammalati ed i più fragili».

Di qui il lancio della petizione per cambiare le regole sugli incarichi a tempo determinato dei medici di base. Oggetto della contestazione è la nota aziendale dell’Asl Toscana Centro del 5 febbraio del 2020 che impone determinate norme per i medici precari e non di ruolo. La regola è che questi si comportino come meri sostituti e non acquisiscano utenti oltre un tetto fissato a 800, troppo basso per un ritorno economico accettabile. «Nel comune ad oggi sussistono le condizioni di carenza assistenziale – si legge nella petizione – siamo fortemente convinti che la posizione assunta dal comitato aziendale sia in netto contrasto con il diritto di libera scelta del medico, del luogo di cura e del rapporto fiduciario tra medico e cittadino, fortemente anacronistica e in antitesi rispetto alle esigenze e alle necessità determinate dell’attuale periodo di pandemia in cui il servizio di prossimità che svolge la medicina generale e la garanzia di accesso al sistema sanitario nazionale sono divenuti elementi imprescindibili di risposta ai bisogni emergenti».

In parallelo, poi, si muove il Comune, che già in sede di consulta tramite il sindaco e la vicesindaca Linda Vanni aveva annunciato di volersi muovere a livello istituzionale. In questi giorni l’amministrazione ha scritto ai vertici di Asl e settore sanità della Regione Toscana, per chiedere un incontro. «Siamo con i cittadini di Casteldelbosco – hanno detto Vanni e il sindaco Giovanni Capecchi –. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per parlare con l’Asl. La pandemia ci ha dimostrato quanto sia importante poter contare su un servizio sanitario di prossimità. Al momento non è consentito al medico provvisorio di effettuare nuove acquisizioni e non è un caso se siamo già alla seconda sostituzione in meno di un anno. Una situazione d’incertezza che crea preoccupazione specialmente nei soggetti più fragili. Appoggiamo quindi la raccolta firme e chiediamo che venga incaricato un medico di medicina generale a carattere provvisorio per poi giungere a una assegnazione definitiva».

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