Gioco
Studenti-lavoratori già alle superiori grazie all’alleanza tra scuole e aziende
Decolla a Pontedera il progetto di apprendistato “duale” per i ragazzi delle classi quarte e quinte di tre istituti
Pontedera. Un ponte con il mondo del lavoro, che prepara i ragazzi a una professione. Favorisce il ricambio generazionale. Sconfigge la dispersione scolastica. Accoglie e include. La via c’è e funziona.
Si chiama “apprendistato duale di primo livello” e coinvolge sempre più studenti pontederesi. Una formazione che unisce le ore di lavoro in azienda e le lezioni scolastiche. Che offre ai ragazzi di quarta e di quinta superiore, soprattutto degli istituti tecnici, l’opportunità concreta di mettersi alla prova, imparare un mestiere. E, dopo il diploma, restare in azienda con contratti fissi e duraturi. Succede all’Ipsia Pacinotti, all’Iti Marconi e al Fermi che, dopo lo stop dovuto alla pandemia, hanno ripreso questi percorsi con slancio e tanta voglia di fare. Perché per gli studenti è una grande opportunità. Ma anche per le aziende del territorio, a giudicare dalle richieste che arrivano alle scuole.
«L’apprendistato è uno strumento – spiega il preside del Fermi, Luigi Vittipaldi – che permette di incrociare le competenze che diamo a scuola con la professionalità che si apprende sul posto di lavoro. Il percorso è parallelo ma distinto dalla classica alternanza scuola-lavoro. Mentre l’alternanza è una fase della formazione grazie alla quale si acquisiscono nuove competenze e si assapora un’etica del lavoro, in apprendistato si impara come si fa un lavoro».
Le aziende ci credono perché investono da subito sul ragazzo e la scuola vede concretizzati i frutti dei suoi insegnamenti. «Al momento – aggiunge la referente dell’istituto per l’orientamento e il placement, la professoressa Maria Lina Saba – abbiamo attivato un percorso per un alunno dei geometri in una ditta di La Sterza e siamo in fase di attuazione per un altro dell’indirizzo amministrazione, finanza e marketing».
E questo incrocio tra scuola e lavoro apre anche nuovi scenari di mercato perché permette di individuare le figure più gettonate fra le varie professioni. «Gli incontri di orientamento che facciamo e le richieste che ci arrivano dalle ditte riguardano soprattutto i geometri e la sfera della consulenza negli studi commerciali, dove a causa del ricambio professionale mancano i giovani».
L’area della moda, del made in Italy e della manutenzione è invece al centro dei percorsi dell’Ipsia Pacinotti. Al professionale sono ben sei gli alunni che si dividono tra i banchi e le officine lavorative. «Le aziende che scelgono questi progetti – conferma la preside Maria Giovanna Missaggia – sono molto innovative e noi puntiamo tanto sulla collaborazione e condivisione dei diversi cammini».
L’apprendistato insomma è una rivoluzione in corso. Che collega due mondi che in teoria dovrebbero toccarsi ma che nella realtà sono un po’ lontani. Ma è anche una situazione che, nella pratica, presuppone alunni motivati, dediti alla causa, bravi a districarsi tra le mattinate passate a lezione e quelle invece trascorse in azienda. «Coniugare studio e lavoro non è semplice. Servono studenti con ottime capacità e volontà», conclude Missaggia. È la scuola che fa una sorta di preselezione ed individua «un soggetto – entra nel merito il dirigente del Marconi, Pierluigi Robino – che abbia una solidità di apprendimento e una correttezza disciplinare. Una volta individuato, il ragazzo viene coinvolto in quest’esperienza e monitorato da un tutor aziendale e da un tutor scelto tra i suoi insegnanti». All’Iti sono tre gli alunni in fase di apprendistato, al lavoro in aziende meccaniche ed elettroniche della Valdera.
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