Il Tirreno

Pontedera

covid: un caso al centro trasfusionale 

Operatrice positiva, è giallo sulla quarantena

Andreas Quirici
Operatrice positiva, è giallo sulla quarantena

Un donatore 50enne: «Me l’hanno ordinata dall’Asl con una telefonata». Ma in casi simili non è previsto l’isolamento

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PONTEDERA. «La informo che dovrà osservare la quarantena per cinque giorni, perché un’operatrice del centro trasfusionale di Pontedera è risultata positiva al Covid mentre lei si sottoponeva alla donazione di sangue». È andata più o meno così la telefonata dall’Asl che ha ricevuto un 50enne di Pontedera costretto a dormire nella taverna di casa sua in attesa del tampone fatto ieri mattina. Ma, a sentire l’Asl Toscana Nord Ovest, quella quarantena non era necessaria.Una situazione paradossale, probabilmente frutto di una rigidità eccessiva da parte di chi ha gestito il caso del 50enne nella catena della tracciabilità sanitaria. Le procedure dell’Azienda sanitaria in casi simili, infatti, non prevedono l’isolamento. Solo la massima attenzione da parte del diretto interessato. «Durante la donazione paziente e operatore sanitario indossano la mascherina - dicono dall’Asl - e le distanze restano sempre a livello di sicurezza. Contagiarsi è pressoché impossibile».

I fatti si sono svolti martedì 28 ottobre. L’operatrice era al suo primo giorno di lavoro dopo un periodo di ferie. «Siamo stati vicini al momento del ritiro della sacca di sangue, quando avevo terminato la donazione - spiega il pontederese -. Si lamentava perché avvertiva brividi di freddo e diceva che non si sentiva per niente bene. Credo che avrebbe dovuto fare più attenzione, perché non si sta in un ambiente chiuso come la stanza del centro trasfusionale dell’ospedale se si pensa di avere l’influenza».Condizione di salute che è stata poi confermata essere contagio da Covid-19, malgrado la regolare vaccinazione.Una volta uscito dal "Felice Lotti", il 50enne ha continuato la sua vita, lavorando e stando in famiglia. Due giorni dopo è arrivata la telefonata dell’Asl e, a quel punto, ha deciso di dormire e vivere nella taverna della sua abitazione fino al momento del responso del tampone molecolare, al cui test si è sottoposto ieri mattina dopo aver fatto un tampone rapido, risultato negativo. Ma la vicenda si tinge comunque di giallo. Dall’Azienda sanitaria dicono che nessun operatore del centro trasfusionale è stato messo in quarantena e che l’attività del reparto è continuata normalmente.Quindi il donatore di sangue è rimasto cinque giorni isolato dalla famiglia e dall’ambiente lavorativo, evidentemente, senza motivo.

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