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A Chianni un progetto da 220mila euro per salvare dal degrado la via dei mulini

Francesco Turchi
A Chianni un progetto da 220mila euro per salvare dal degrado la via dei mulini

Il Comune approva il progetto dell’associazione Tectiana e lo candida al bando regionale, c’è anche il recupero dell’ex scuola 

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Chianni. Un piano da 220mila euro per recuperare il tracciato dei vecchi mulini e trasformare l’ex scuola in centro per i servizi sociali, didattici ed educativi. Il progetto messo a punto dall’associazione archeologica Tectiana Valdera e Colline Pisane, è stato approvato dalla giunta di Chianni, che l’ha candidato al bando regionale per l’assegnazione di contributi di rigenerazione urbana a favore dei Comuni on una popolazione inferiore a 15mila abitanti. L’area interessata è di proprietà del Comune, della parrocchia e in minima arte di privati, favorevoli al progetto e disponibili a concedere il comodato gratuito per l’accesso alle aree dove insistono 6 mulini ad acqua sul torrente di San Donato, due dei quali sono già stati resi accessibili.

Il ripristino della viabilità dei mulini favorirebbe il completamento di un percorso che, passando dal cuore del borgo, arriva fino all’edificio dell’ex scuola, chiusa nel 2020 (gli alunni chiannerini frequentano il nuovo plesso di Casciana Terme).

I quattro mulini sono attualmente irraggiungibili. Per renderli accessibili serve un sentiero che partendo da dietro l’abside della chiesa parrocchiale (dove è prevista un’area attrezzata) andrebbe a raggiungere l’antica via vicinale che esiste ancora, ma è in stato di forte degrado.

L’obiettivo è incrementare l’accessibilità a turisti e residenti a un’area simbolo di tradizioni, usi e abitudini scomparsi. «Purtroppo – scrive l’architetto Alfredo Signorini nella relazione redatta in collaborazione con la collega Martina Perini e dal presidente del gruppo Tectiana, Enrico Lupi – i mulini sono incuneati nel torrente di San Donato, in una stretta gola chiusa da pendii scoscesi, per cui circa un secolo fa quando giunse l’energia elettrica nel paese e si poterono costruire mulini dotati di motori elettrici, si poté costruire i mulini dovunque e quelli avevano sfamato molte bocche ed arricchito la borghesia di campagna per secoli, cessarono di compiere il loro ruolo svolto per secoli e finirono per essere gradualmente abbandonati. La loro locazione e la via vicinale dei mulini venne presto dimenticata ed abbandonata al bosco e quindi lentamente ma inesorabilmente si è ricoperta di rovi che formando un fitto sottobosco rendono impossibile il passaggio».

Per l’ex scuola il progetto prevede funzioni di accoglienza e informazione sulle iniziative e gli itinerari turistici: «Lo spazio più ampio, un tempo laboratorio linguistico, assumerà la funzione di area polifunzionale fruibile dalle associazioni, dai cittadini, da bambini e ragazzi per attività di dopo scuola, consultazione testi, co-progettazione e co-programmazione eventi. Ma sarà anche a disposizione delle aziende per l’esposizione dei prodotti tipici, nonché punto di partenza e di arrivo per chi percorrerà la via dei Mulini quale esperienza turistica, naturalistica e culturale; qui – spiega Signorini – si potranno acquistare i prodotti del territorio, conoscere le aziende, immergersi nel tour virtuale della storia dei mulini e portarsi a casa il fascino di un’esperienza immersiva».

«Vorremmo dotare la struttura anche di una foresteria – spiega il sindaco Giacomo Tarrini – con l’obiettivo di utilizzarla anche per l’accoglienza di giovani che vorranno approfondire lo studio e la ricerca sui nostri prodotti, a cominciare da olio, castagne e vino».

Francesco Turchi

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