Gioco
Disabili in piscina, i sindaci: «Escludiamo altre società»
Santa Croce e Fucecchio cercano soluzioni dopo le polemiche di Aquateam Spinelli: «Tutto risolto se Castelfranco accelerasse coi lavori nel suo impianto»
SANTA CROCE. «O si distribuiscono gli atleti in altre piscine come quelle di Empoli e Certaldo, oppure si dovrà togliere spazi alle altre società che frequentano l’impianto di Fucecchio e Santa Croce». Non sembra di facile soluzione la vicenda dell’Aquateam, l’associazione che porta avanti attività di nuoto per disabili e che, nelle ultime settimane, è stata al centro di una polemica con Aquatempra – il gestore delle tre piscine in questione – per la mancanza di spazi concessi ai suoi nuotatori. Le parole del sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli aprono le porte a una soluzione ancora tutta da trovare. Non senza conseguenze.
Spinelli ne ha parlato in consiglio comunale dopo le sollecitazioni di alcuni consiglieri di opposizione, tra cui Marco Cordone della Lega, il quale ha lasciato intendere che una soluzione potrebbe essere vicina. «Ringrazio Cordone per la fiducia – ha sottolineato Spinelli –. Ma qui serve trovare la quadra in un contesto non semplice. Certo, se il Comune di Castelfranco accelerasse con i lavori per coprire la piscina che si trova sul suo territorio e che al momento è chiusa da tempo, ci sarebbe più spazio per tutti. Ma, allo stato attuale, dobbiamo ragionare rispetto agli spazi che abbiamo».
Il sindaco di Fucecchio, insieme alla collega di Santa Croce Giulia Deidda, ha incontrato i responsabili di Aquateam nei giorni scorsi. E a breve ci sarà una riunione con quelli di Aquatempra. «Purtroppo nel nostro impianto, le otto corsie non bastano per accogliere gli atleti dell’associazione che sta crescendo di anno in anno – aggiunge Spinelli –. Ci è stato chiesto più spazio che non abbiamo. Per questo dovremo fare una valutazione complessiva».
L’ipotesi di “smistare” i nuotatori di Aquateam a Empoli e Certaldo comporterebbe non pochi problemi logistici e di costi per l’associazione e per le famiglie degli atleti che vivono quasi tutti nel comprensorio del Cuoio. La seconda, quella di scegliere di eliminare quale società che pratica nuoto agonistico per fare spazio ad Aquateam potrebbe generare ulteriori polemiche tra gli esclusi.
«È anche vero che il nostro impianto – ribatte Spinelli – è nato e si è sviluppato all’insegna dell’inclusione e di attività socio-sanitarie come la riabilitazione in acqua o l’attività per donne vittime di tumori al seno, semplicemente ludico-sportive come quella del nuoto libero. Una bella differenza con le realtà che puntano tutto sull’agonismo e che, a conti fatti, non hanno molta attinenza con lo scopo con cui è stata costruita la piscina di Fucecchio e Santa Croce. Anche questa è una valutazione che dovremo tenere di conto quando affronteremo concretamente questa vicenda per trovare una soluzione utile e che crei disagi al minor numero di persone».
Insomma, un rebus a cui le due amministrazioni comunali cercano di dare la quadra partendo da un chiaro elemento, quello della mancanza di spazi all’interno delle piscine comunali che si trovano nel comprensorio del Cuoio. Se l’operazione di copertura di Castelfranco subisse un’accelerata, in effetti, molti problemi potrebbero essere risolti. Ma in questa fase, il contesto sembra più una sorta di RisiKo che un sistema di servizi rivolti a chi vuol praticare serenamente la disciplina del nuoto.
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