Attenzione
San Miniato, intervento a Casa Bonello per realizzare lo sgambatoio per cani
Federcaccia: «peccato che non si sia scelta l’area de “I Bassi”»
Nilo Di Modica
SAN MINIATO. Lavori finalmente al via per lo sgambatoio per cani a Casa Bonello, annunciato più volte in questi anni e rallentato anche a causa della pandemia. Effettuata la gara, il Comune ha infatti dato il via definitivo all'affidamento dei lavori. L'idea è quella di realizzare uno spazio per lo sgambamento attrezzato di tutto punto, suddiviso in due aree separate, per cani di grande e di piccola taglia. Il progetto complessivo, dopo il ribasso d'asta, ammonta a 78mila euro e va ad intervenire su di una zona da tempo ormai vocata al tempo libero, fra impianto sportivo polivalente, zona ristoro ed area verde. «Si tratta di un'opera che fin dall'inizio ha fatto parte del programma di governo e va a completare un'area come quella di Casa Bonello che sempre più rappresenta un punto di riferimento per gli amanti delle passeggiate e dello sport – afferma il primo cittadino Simone Giglioli. – Un luogo protetto, recintato, con due spazi circoscritti per cani di taglie differenti, che va a colmare un gap rispetto agli altri comuni del Comprensorio, dove San Miniato era rimasto l'unico a non prevedere aree attrezzate di questo tipo. Il luogo, poi, è ideale in quanto a metà strada fra le due zone più antropizzate della piana, San Miniato Basso e Ponte a Egola. Dopo alcuni rallentamenti causati dall'emergenza, siamo finalmente pronti a partire». Dubbiosi, per adesso, gli aderenti di Federcaccia, che nemmeno un anno fa, all'annuncio della realizzazione di quest'area, si erano messi a disposizione dell'amministrazione con l'area d'addestramento cani “I Bassi” a La Serra, che ha un'estensione di circa 10 ettari ed è completamente recintata. «Spero sinceramente che l'area di Casa Bonello dimostri di avere un'utenza commisurata alla spesa fatta dal Comune – commenta Piero Taddeini di Federcaccia. –. Che il Comune avesse bisogno di uno spazio simile lo diciamo almeno dal 2019, e per tal fine abbiamo più e più volte messo a disposizione del Comune la nostra area di addestramento, dalla quale con un piccolo intervento si sarebbe potuto ricavare uno spazio anche per i cani non da caccia. Avremmo fatto tutto a spese nostre, con un contributo simbolico del comune per la manutenzione una volta aperta. Le spese sarebbero state sicuramente inferiori e si sarebbe potuto monitorare l'utenza di una tale zona, effettuando magari nel tempo eventuali correttivi e ampliamenti. Così non è stato». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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