La protesta
Grillaia, udienza al Tar a metà novembre sul ricorso anti-eternit
TERRICCIOLA. Metà novembre. È questo il periodo in cui al Tribunale amministrativo regionale (Tar) si affronterà il tema del ricorso presentato da un gruppo di cittadini per annullare la delibera della Regione con cui è stato autorizzato il progetto di messa in sicurezza della discarica Grillaia di Chianni. E che ha aperto la strada per il tanto discusso arrivo dell’amianto nel sito di stoccaggio a poca distanza dal comune dell’Alta Valdera e al confine col territorio di Terricciola.
E proprio l’amministrazione di quest’ultimo Comune ha scelto di affiancare i cittadini in questa battaglia, costituendosi in giudizio «per tutelare gli interessi diffusi della collettività che rappresenta», si leggeva nella delibera di marzo con cui il Comune di Terricciola autorizzava il sindaco Mirko Bini (nella foto durante una manifestazione anti-discarica) a questo passaggio molto significativo, rispetto a una battaglia che dura, ormai, da tantissimo tempo.
Una ventina di giorni circa per affrontare un ricorso di cui si parla da mesi. E che rappresenta una delle ancore di salvezza (o almeno così viene ritenuto) per evitare che la Grillaia diventi il deposito di un materiale pericoloso e letale come l’amianto.
Il gruppo di cittadini promotori del ricorso al Tar e il Comune di Terricciola cercano di opporsi alla Regione al piano autorizzato dall’amministrazione regionale.
Ma il Tribunale amministrativo regionale potrà scegliere fra tre opzioni. O respingere il ricorso affermando che il progetto di conferimento dell’amianto nella discarica di Chianni va bene. Oppure accogliere il ricorso e andare a giudizio. E c’è anche la terza strada che è quella della sospensiva che porterebbe a entrare nel merito della vicenda.
L’udienza s’inserirà all’interno di un contesto più ampio e complicato di cui l’ultimo atto è la proposta avanzata dai sindaci e da alcuni rappresentanti del Pd regionale, il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, l’assessora regionale Alessandra Nardini e il consigliere regionale Andrea Pieroni: chiusura della discarica in due anni di conferimenti, non di amianto, ma (al massimo) di 100mila metri cubi di compost, più leggero e trattato, per modellare la discarica e rifare la copertura definitiva.
L’idea è di proporre questa alternativa al Gruppo Vergero che, nel frattempo, sta predisponendo l’area della Grillaia in vista dell’arrivo dell’amianto con il completamento delle opere infrastrutturali.
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