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Pontedera

rivolta tra i banchi a santa croce 

«Pronti a lasciare il mercato se non viene riportato in centro»

«Pronti a lasciare il mercato se non viene riportato in centro»

Gli ambulanti di Confcommercio contro la decisione della sindaca Deidda: «In piazza Romero persa la clientela storica. Vogliamo un incontro»

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santa croce. «Il mercato ritorni in centro oppure siamo costretti a lasciare». È l’ultimatum rivolto alla sindaca Giulia Deidda da un gruppo di ambulanti tramite la Fiva Confcommercio, contrari alla decisione dell’amministrazione comunale di collocare in via definitiva il mercato settimanale in piazza Romero dove si trova ormai da quasi un anno a seguito della necessità di garantire distanze e norme di sicurezza dettate dalla normativa emergenziale per l’epidemia da Covid 19. Una decisione scaturita «dopo l’esame – aveva spiegato la giunta – delle diverse ipotesi teoriche elaborate dagli uffici e dopo la riunione del Tavolo di concertazione», dove proprio dalla Fiva era arrivato l’unico voto contrario. Nelle ore successive era arrivato il plauso di Confesercenti per una «decisione che accogliamo con favore dando voce ai tanti operatori ambulanti che hanno sempre sostenuto questa scelta sin dalla ripartenza del mercato nel maggio 2020 dopo il periodo di lockdown».

Ma ora Confcommercio torna all’attacco: «Ci auguriamo che la sindaca accetti di incontrare una delegazione di questi operatori, per poter ascoltare direttamente cosa ne pensano della proposta di restare in piazza Romero» spiega il responsabile sindacale Alessio Giovarruscio: «Deidda ha scelto come interlocutore privilegiato la cosiddetta commissione di mercato, rappresentativa di una minoranza degli operatori, assecondando decisioni che non hanno fatto bene al mercato di Santa Croce. L’emergenza Covid non ha impedito a tutti gli altri mercati della provincia di mantenere gli assetti consueti, pur con gli ovvi e necessari accorgimenti, ancora oggi non si capisce perché solo Santa Croce abbia scelto lo spostamento del mercato e il ritorno in piazza Romero. Un ritorno che oggi si vorrebbe addirittura definitivo».

«Qui non viene più nessuno, così com’è questo mercato non ha più futuro – denuncia un ambulante storico, Giovanni Mallia –. Ci sono colleghi che stanno trattando altri mercati e che addirittura vogliono lasciare. Lavoro al 20% di quanto lavoravo in centro, con questa collocazione siamo tagliati fuori. Qui siamo al confine con Castelfranco, chi viene da Fucecchio non si ferma più da noi». Critico anche Massimo Terri: «L’obiettivo è quello di riavvicinarsi il più possibile in centro, dove c’è vita sociale, ci sono attività commerciali, bar, servizi. Il contesto idoneo per un mercato cittadino, come avviene per Castelfranco, Ponte a Egola, Montelupo. Così lontano abbiamo perso la clientela storica del mercato».

«Sono sempre stato dell’idea di restare in centro – aggiunge Valter Brunelli – dove c’è più movimento. Qui siamo completamente fuori zona, con il passare dei mesi il mercato si impoverisce sempre di più, a tutto vantaggio di altri mercati vicini».

Bruno Filidei vende cappelli al mercato di Santa Croce dal lontano 1973: «Lavoriamo zero, venire qui non vale neanche il prezzo del gasolio. La clientela che avevo in centro non si vede più. Se confermano la decisione di restare qua, lascio qui e vado a lavorare Fornacette». Sulla stessa linea Roberto Cicci, ambulante a Santa Croce dal 2006: «Siamo in molti che lavoravamo di più in centro storico. Se si resta in piazza Romero non ci sono molte alternative alla chiusura».

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