Sicurezza
Disabile abbandonato, papà sotto processo
La madre è irreperibile. Il ragazzino venne lasciato alla Stella Maris nel luglio 2017, poi i genitori andarono in Francia
FAUGLIA. Lui si è fatto vivo. Lei, la moglie no. È sempre irreperibile. Entrambi sono accusati di abbandono di minore in concorso. Un ragazzino molto particolare in una storia di profonda tristezza. È il loro figlio, disabile dalla nascita, lasciato nel luglio 2017 nell’istituto di Montalto di Fauglia gestito dalla Stella Maris. Un abbandono senza cuore per l’accusa (pm Giancarlo Dominijanni) che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dell’uomo, 47enne, origine straniera, identificato da poco, che ha eletto domicilio nello studio del legale che lo assiste.
La donna, 40enne, non è stata rintracciata. Vivono entrambi in Francia, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti. Per la mamma del disabile, assistita d’ufficio dall’avvocato Roberto De Robertis, il gup Donato D’Auria ha disposto nuove ricerche dichiarandola irreperibile. Prossima udienza a fine 2022. Il marito, difeso dall’avvocato Gabriele Dell’Unto, è stato rinviato a giudizio. Sostiene, attraverso il suo legale, di non aver dimenticato il figlio e di aver anche versato alla Stella Maris l’assegno Inps per l’invalidità dell’allora minorenne e che ora ha 19 anni. La coppia per alcuni anni ha vissuto a Santa Croce sull’Arno. L’unica traccia significativa è una piccola impresa edile intestata all’uomo. Per il resto è il basso profilo a segnare un’esistenza fantasma. Hanno un figlio che non è in grado di badare a sé stesso.
In un giorno di luglio di quattro anni fa i genitori portano il ragazzo nell’istituto di Montalto a Fauglia. Un centro specializzato per persone con gravi disabilità psichiche. Spesso di giovane età. Ma in parallelo all’ingresso del minore (aveva 15 anni) nella struttura, i genitori spariscono. Lasciano Santa Croce sull’Arno e se ne vanno in Francia. Resta solo un contatto telefonico con la dirigenza della Stella Maris. Un riferimento che non impegna i genitori che ormai vivono a migliaia di chilometri dal figlio.
Un legame quasi inesistente che si concretizza, e sempre su sollecitazione del centro, una volta all’anno. In una forma che rende l’idea di quale fosse l’interesse di una padre e una madre nel misurare il desiderio di riabbracciare un figlio in quelle condizioni: si trattengono per una mezz’ora, poi i saluti e arrivederci al prossimo anno. Il padre contesta la ricostruzione e dice che le visite erano più frequenti. Tra le accuse mosse dal pm ai genitori c’è anche la mancata nomina di un tutore per le necessità sanitarie del figlio e, soprattutto, l’incasso dell’assegno di invalidità pagato dall’Inps alla famiglia. Non doveva rimanere nelle loro tasche, ma avrebbe dovuto essere versato alla Fondazione Stella Maris a integrazione della retta. Di quei soldi il gestore non ha visto un euro, è la tesi dell’accusa. Il genitore a processo replica che qualcosa nel tempo è stato girato all’ente. Prima udienza il prossimo anno per mettere a confronto le versioni di una vicenda di dimenticanze affettive e abbandoni.
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