Gioco
Accusato di violenza su una 16enne poi suicida: «Il fatto non sussiste»
pontedera. Un’assoluzione piena pronunciata con la formula «perché il fatto non sussiste».
L’ha pronunciata ieri mattina il secondo collegio del Tribunale nei confronti di un 34enne accusato di violenza sessuale (palpeggiamenti) verso una ragazzina, all’epoca minorenne, suicida nel novembre 2018 sotto un treno alla stazione di Pontedera. Il pm Flavia Alemi aveva chiesto una condanna a sei anni di reclusione.
L’imputato, difeso dall’avvocato Gabriele Dell’Unto, non era in aula alla lettura della sentenza.
Gli episodi contestati all’uomo sarebbero avvenuti tra il settembre e il novembre 2016, periodo in cui la presunta vittima delle sue attenzioni sessuali era minorenne (aveva infatti 16 anni).
Gli approcci poi denunciati dalla ragazza sarebbero consistiti in palpeggiamenti al seno e sulle parti intime.
Gesti avvenuti contro la volontà della sedicenne, secondo l’ipotesi dell’accusa, con un percorso difficile tra abusi di droghe e soggiorni in case famiglie. Diverse le frequentazioni contro le quali la famiglia, che si è sempre spesa per recuperare e salvare la ragazza, si è battuta, inutilmente. Quando la giovane si uccise sotto un treno alla stazione di Pontedera avrebbe compiuto 19 anni nel giro di poche settimane. Era incinta di tre mesi. Il suo compagno e padre del bimbo o bimba mai nata nel frattempo era stato espulso dall’Italia.
Agli atti c’era la sua querela con la conferma, attraverso il riconoscimento fotografico, del nome di chi a suo dire le avrebbe usato violenza.
Gli inquirenti avevano anche acquisito la consulenza tecnica della psicologa Donatella Raspaolo. Gli episodi dei palpeggiamenti sarebbero avvenuti in casa almeno due anni prima del suicidio.
Con quel gesto Fatima (nome di fantasia) aveva portato in superficie i suoi demoni. Viveva un disagio profondo la ragazza che aveva persino denunciato i familiari per maltrattamenti. Un’accusa poi archiviata. La droga come rifugio, l’affetto riposto sulla persona sbagliata. Amicizie apparenti, tossiche negli effetti. Restava nel suo passato difficile la storia dei presunti abusi del 34enne ai quali il processo ha dato una risposta di piena assoluzione per l’imputato.
P.B.
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